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Titoli di Stato, si preannuncia un 2017 “ricchissimo”

Il 2017 dovrebbe essere un anno molto intenso per il Tesoro italiano, con il BelPaese che dovrebbe confermarsi come il primo emittente di titoli di Stato nellEurozona, con emissioni a medio lungo termine che si aggireranno intorno ai 260 miliardi di euro. In particolare, 214 miliardi di euro dovranno essere sborsati per poter rimborsare i titoli di Stato in scadenza (tranne i Bot, considerati a breve termine e non inclusi in questa somma, e i bond esteri), oltre al pagamento più elevato in Europa per le cedole sul debito pubblico, ammontante a quasi 47 miliardi di euro.

Un anno, il 2017, che tuttavia si preannuncia con grandissime incognite. Considerando in fatti che l’Italia sarà costretta a emettere titoli di debito pubblico per un ammontare “monstre“, è facile comprendere che molta della convenienza e della sostenibilità delle operazioni dipenderà dalla solidità del nostro Paese. Da diverso tempo l’Italia si trova sotto la spada di Damocle – scrive evocativamente il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore – del declassamento di Dbrs, che decide in queste ore sulle sorti del rating A-low italiano. Intanto, sancisce l’Eurostat, il rapporto tra il debito e il Pil italiano non cala, la crescita economica manca, il settore bancario è zavorrato dalle sofferenze.

Tutto male, dunque? Insomma, poichè le discrete notizie comunque non mancano. Ad alleggerire il peso della gestione del debito pubblico 2017 dovrebbero infatti arrivare una serie di fattori in chiave positiva, come il costo medio della raccolta che anche quest’anno dovrebbe essere sui minimi storici a causa dei rendimenti molto bassi che potrebbero salire solo di poco, nonostante il reflation trade statunitense e i rialzi dei tassi della Federal Reserve. Ancora, è bene ricordare che lo spread tra i Btp decennali italiani e gli equivalenti Bund tedeschi è previsto stabile nel 2017, grazie al continuo supporto del quantitative easing della Banca centrale europea, confermato (pur a livelli inferiori del 2016) per tutto l’anno.

Ulteriormente, la domanda di titoli di Stato italiani dovrebbe confermarsi particolarmente sostenuta anche nel 2017, per l’abbondanza di liquidità e per il fatto che il collocamento dei titoli di Stato rimane comunque incentrato sul mercato domestico nelle mani degli investitori istituzionali italiani.

Tuttavia, il 2016 ha insegnato anche ai più fiduciosi che niente può dirsi certo. Non rimane pertanto che attendere gli sviluppi delle prime aste…

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