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Titoli di Stato, i CCT vanno in pensione. Ecco i nuovi CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor)

A partire da fine giugno 2010 è iniziato il graduale pensionamento dei Cct. Sono arrivati, in loro sostituzione, i CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor).

I CCTeu sono una nuova classe di titoli di Stato a tasso variabile, con cedole semestrali indicizzate all’Euribor a 6 mesi. L’Euribor rappresenta il tasso a cui le banche d’area euro sono disposte a scambiarsi ogni giorno crediti e debiti alle varie scadenze. Le cedole semestrali vengono calcolate in base al tasso Euribor 6 mesi rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente il primo giorno di maturazione della cedola. La durata è stata fissata in 5 anni. Il Tesoro si riserva però di proporre altre durate in base alle preferenze espresse dal mercato.

L’emissione ha avuto godimento 15 giugno 2010 con scadenza 15 dicembre 2015. Il rendimento della prima cedola è stato fissato nel 1,80% lordo.

Il motivo di questa novità è quello di allargare l’orizzonte domestico e poter offrire uno strumento finanziario con un parametro, l’Euribor, che è uno dei principali indicatori del mercato monetario dell’Area Euro e gode di ampia diffusione tra una vasta gamma di operatori del comparto obbligazionario europeo. Con questa scelta si elimina pertanto il pericolo che ad investire nei Cct fossero soprattutto investitori nazionali e si permette dunque di essere presente anche nei portafogli degli investitori internazionali.

In una prima fase di lancio i CCteu vengono riservati agli investitori istituzionali (banche, sim, assicurazioni), i quali potranno anche “scambiare” quote di vecchi Cct  con i nuovi CCTeu mediante operazioni di concambio.

A regime, l’obiettivo del Tesoro è quello di offrire il CCTeu secondo le usuali modalità di collocamento dei titoli a medio-lungo termine, vale a dire tramite asta marginale a fine mese.

Il Tesoro, in ogni caso, si impegna ad assicurare, anche in futuro, la liquidità e l’efficienza del mercato secondario dei vecchi Cct. L’impegno a sostenere il comparto sarà mantenuto fino alla scadenza dei vecchi titoli, a tutela degli investitori che li detengono in portafoglio.

Per quanto riguarda la tassazione e l’imposta di successione, vale quanto già detto per i Cct.

Updated: 4 agosto 2014 — 16:24

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