Articoli marcati con tag ‘Riforma delle Pensioni’
Lavori usuranti, la riforma Monti-Fornero inasprisce i requisiti per la pensione anticipata (Quinta e ultima parte)
Il sistema delle “quote”, abolito per tutte le categorie, rimane per chi pratica lavori usuranti, ma le condizioni per andare in pensione anticipatamente sono state rese più pesanti. Infatti, questa categoria andrà in pensione tre anni più tardi del previsto.
Prima della riforma delle pensioni Monti-Fornero la “quota” era 94 con almeno 57 anni di età nel 2012, mentre dal 2013 l’età minima doveva essere di 58 anni. In seguito alla riforma la quota è stata portata a 96 con almeno 60 anni di età nel 2012 e quota 97 con almeno 61 anni di età dal 2013. In ambedue i casi i lavoratori dovranno aspettare l’apertura della finestra mobile, cioè dovranno aspettare, per la riscossione della pensione, altri 12 mesi. Per cui l’inizio dell’incasso dell’assegno si sposta a 61 e 62 anni.
Possono usufruire di questa agevolazione i lavoratori dipendenti che Leggi il resto di questo articolo »
Riforma pensioni Monti-Fornero. Trattamento di favore con sconti per i nati nel 1952, per i giovani e per le donne (Quarta parte di cinque)
I maggiormente colpiti dalla riforma pensioni Monti-Fornero sono i nati nel 1952 che avrebbero maturato i requisiti per il trattamento pensionistico al 31 dicembre 2012. Le nuove regole, infatti, per loro sono pesanti, in quanto dovrebbero ritardare il momento di andare in pensione di 6 anni.
E’ stata dunque prevista una regola transitoria per attutire l’impatto della riforma in modo da permettere di andare in pensione con un ritardo di 4 anni anzichè 6. L’agevolazione riguarda soltanti i dipendenti del settore privato, con esclusione dei dipendenti pubblici e degli autonomi.
Sono state previste due vie di uscita:
> La prima riguarda i lavoratori che potevano andare in pensione con la “quota 96″, cioè con 36 anni di contributi e 60 anni di età o con 35 anni di contributi e 61 anni di età. Sono state abolite le quote ed il pensionamento può avvenire con 42 anni e 1 mese di contributi nel 2012 (crescente negli anni) oppure con almeno 64 anni di età.
> La seconda riguarda le lavoratrici che nel 2012 sarebbero potute andare in pensione con Leggi il resto di questo articolo »
Con la riforma Monti-Fornero la pensione di anzianità viene sostituita dalla “pensione anticipata” (Terza parte di cinque)
Dal 1 gennaio 2012 la pensione di anzianità non esiste più. Viene sostituita dalla “pensione anticipata”. E’ questa la novità più importante della riforma Monti-Fornero. Non esistono più i 35 o i 40 anni di contributi necessari per andare in pensione anche prima dei 60 anni di età.
I nuovi requisiti per ottenere la pensione anticipata (prima della vecchiaia) sono i seguenti:
> lavoratrici dipendenti e autonome: 41 anni e 1 mese nel 2012, 41 anni e 5 mesi nel 2013, 41 anni e 6 mesi dal 2014, 42 anni e 2 mesi dal 2020 (valore stimato);
> lavoratori dipendenti e autonomi: 42 anni e 1 mese nel 2012, 42 anni e 5 mesi nel 2013, 42 anni e 6 mesi dal 2014, 43 anni e 2 mesi dal 2020 (valore stimato).
I valori sopra indicati, a partire dal 2013 sono incrementati attraverso l’adeguamento alla speranza di vita.
E’ possibile chiedere la pensione anticipata prima dei 62 anni di età. In questo caso viene applicata sulla quota retributiva della pensione (cioè limitatamente all’anzianità maturata fino al 2011) una Leggi il resto di questo articolo »
Pensione di vecchiaia, cosa cambia con la riforma Monti-Fornero (Seconda parte di cinque)
Questi i requisiti per la pensione di vecchiaia e come possono cambiare in base alle aspettative di vita da qui al 2030 (i requisiti saranno rivisti, appunto, per tenere conto delle aspettative di vita):
> lavoratrici dipendenti del settore privato: 62 anni nel 2012, 62 anni e 3 mesi nel 2013, 63 anni e 6 mesi dal 2014, 65 anni dal 2016, 66 anni dal 2018, 68 anni e 1 mese nel 2029;
> lavoratrici dipendenti del settore pubblico: 66 anni nel 2012, 66 anni e 3 mesi nel 2013, 66 anni e 7 mesi nel 2016, 67 anni e 2 mesi nel 2021, 68 anni e 1 mese nel 2029;
> lavoratrici autonome (commercianti, artigiane e coltivatrici dirette): 63 anni e 6 mesi nel 2012, 63 anni e 9 mesi nel 2013, 64 anni e 6 mesi dal 2014, 65 anni e 6 mesi dal 2016, 66 anni dal 2018, 68 anni e 1 mese nel 2029;
> i lavoratori dipendenti privati e pubblici e i lavoratori autonomi hanno lo stesso trattamento delle lavoratrici del settore pubblico.
Dal 1 gennaio 2013 il meccanismo di adeguamento alle speranze di vita, accertato Leggi il resto di questo articolo »
Riforma pensioni, i princìpi su cui si basa la rivoluzione del nuovo sistema pensionistico italiano (Prima parte di cinque)
Dal 1 gennaio 2012 è entrata in vigore la riforma pensioni. Una rivoluzione del sistema pensionistico italiano. Una riforma strutturale ma drastica, che scontenta un pò tutti, soprattutto donne e giovani che si vedono allontanare drammaticamente il momento in cui andranno al riposo lavorativo. Tutti andranno in pensione più tardi e con una rendita ridotta rispetto alle aspettative.
Ma facciamo un passo indietro per chiederci a chi dobbiamo “ringraziare” per essere arrivati a questa situazione così scellerata. Nel 1969 l’allora Ministro del Lavoro del Governo Rumor, Giacomo Brodolini, introdusse in Italia il sistema retributivo per il calcolo della pensione (garantendo ai pensionati l’80% dell’ultimo stipendio, indipendentemente dai contributi versati) e le pensioni di anzianità (permettendo il ritiro anticipato dal lavoro). Un abbinamento micidiale che ha permesso Leggi il resto di questo articolo »
Pensioni, la riforma introduce le “finestre di uscita scorrevoli”. Eta’ per la pensione rapportata all’aspettativa di vita media
La legge varata nello scorso luglio, riguardante la manovra correttiva di circa 25 milioni di euro, introduce tra le altre questioni, anche una serie di modifiche importanti al sistema pensionistico italiano. Praticamente è andata in vigore una vera e propria riforma delle pensioni. Le nuove norme riguardano chi va in pensione dal 2011, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Una novità rilevante è quella che introduce le cosiddette “finestre di uscita scorrevoli“ che praticamente faranno aumentare l’età effettiva di cessazione del lavoro. Per cui sarà possibile andare in pensione solo 12 o 18 mesi dopo la data di maturazione dei requisiti, a seconda che si tratti di un lavoratore dipendente o di un autonomo. La “finestra unica” obbligherà ad attendere anche coloro che con 40 anni di contributi potevano andare subito in pensione a prescindere Leggi il resto di questo articolo »
(Segue da quarta parte)
(Segue da terza parte)
(Segue da seconda parte)




