I Bot meglio dei conti di deposito e di altri prodotti di liquidità. Le banche saranno costrette ad emettere nuovi strumenti finanziari a tassi più competitivi. (Prima parte di due)

La crisi finanziaria di questi giorni ha avuto come conseguenza l’innalzamento del rendimento dei titoli di Stato. I Bot a 6 mesi hanno raggiunto rendimenti del 6,5% (il 5,32% al netto delle tasse e delle commissioni di acquisto).
Nessuno degli strumenti di liquidità a 6 mesi riesce a  competere in questo momento con il rendimento offerto dai Bot: i Buoni fruttiferi postali (1,90% lordo – 1,66% netto), i pronti contro termine (3% – 2,40%) e soprattutto i conti di deposito. Questi ultimi, molto pubblicizzati (e apprezzati dai risparmiatori) negli ultimi tempi, offrono un tasso massimo, sempre a 6 mesi, del 4% (il 3,20% al netto dell’aliquota fiscale del 20% in vigore dal 1 gennaio prossimo).
E’ chiaro che, per calcolare il rendimento reale dei Bot, occorre considerare anche il bollo sul deposito titoli e quello del conto corrente, ma, a conti fatti, la differenza di

rendimento con gli altri strumenti finanziari rimane sempre di circa due punti percentuali.

In queste condizioni le banche stanno cercando di ritoccare all’insù i tassi degli strumenti da loro offerti per avvicinarsi il più possibile a quello dei Bot, anche perchè stanno soffrendo di crisi di liquidità e la raccolta è diventata vitale. Ma è chiaro che più di tanto non potranno fare.
A questo proposito è prevedibile che siano costrette ad emettere sul mercato nuovi
strumenti finanziari a tassi più competitivi per combattere la “concorrenza”. Ma, tirando troppo la corda, rischiano, come è avvenuto in passato, di proporre prodotti finanziari strutturati non semplici e trasparenti, a discapito delle esigenze dei risparmiatori (ma alla fine anche delle banche stesse).
Del resto, non è sempre chiaro che i rendimenti più alti si ottengano vincolando i risparmi oppure con prodotti allettanti a breve termine e destinati solo ai nuovi clienti. Per chi vuole la disponibilità immediata del denaro, la remunerazione è molto bassa e non arriva al 2%. Per cui puntare sulla semplicità e liquidità dei Bot è oggi molto interessante per i risparmiatori.
Ma c’è da fidarsi dello Stato italiano?

(Segue seconda parte)

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