Mutui e prestiti, crollo della domanda e crisi di liquidità delle banche


E’ risaputo che le famiglie italiane sono quelle che risparmiano, o almeno risparmiavano, di più al mondo, ma gli ultimi dati ci dicono che il risparmio nel nostro Paese è sceso dal 17% al 12%, meno di Francia e Germania. Praticamente un crollo. Nei decenni passati, quando poi dovevano comprare la casa e l’auto, andavano in banca a chiedere un mutuo o un prestito per integrare la spesa da affrontare. Addirittura ricorrevano ai prestiti personali pur di non diminuire i consumi. E ottenere un finanziamento non era un problema, perchè le banche, ricche di liquidità, lo concedevano facilmente (chiaramente con rilascio di garanzie).
Ma oggi le cose non stanno più così. Con la crisi finanziaria in atto, ultimamente la domanda di mutui per la casa è praticamente crollata ed anche quella dei prestiti personali è diminuita. La preoccupazione per il futuro e le manovre economico-finanziarie hanno fatto crollare la fiducia dei risparmiatori.

Ma non solo. Le famiglie hanno iniziato anche ad intaccare i rispami per mantenere il tenore di vita, rinviando le decisioni di acquisto, soprattutto delle case. Inoltre molti fanno fatica a rimborsare le Leggi il resto di questo articolo »


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Rendimax Like, il conto di deposito online che offre il 4,25% senza scadenza e libero nei prelievi. Novità assoluta, nasce da un sondaggio tra i fan di Facebook di Banca Ifis


Le condizioni attuali dei mercati, dove il risparmiatore è sempre più disorientato e stenta a prendere decisioni per investire il proprio denaro, hanno favorito la diffusione sempre più ampia dei conti di deposito online.
Di fronte alla crisi finanziaria ed alla volatilità dei mercati azionari ed obbligazionari, il risparmiatore ha più che mai bisogno di sicurezza e di rendimenti certi. Sente l’esigenza di trovare un impiego dei risparmi a breve termine, in attesa di tempi migliori, che abbia caratteristiche di semplicità, di convenienza e, soprattutto, di liquidità.
Le banche, sempre protese ad acquisire nuova clientela, hanno potenziato l’offerta dei conti di deposito online attraverso rendimenti sempre più ricchi, che superano ormai il 4%, a condizione però di essere disposti a vincolare i risparmi per un certo periodo di tempo, fino ad arrivare ai 24 mesi.

L’ultima novità assoluta nei conti di deposito online è data dall’offerta di Banca Ifis. Dal 1 dicembre scorso, infatti, è disponibile il conto di deposito online Rendimax Like, che viene proposto sia ai nuovi clienti sia ai vecchi.
Banca IFIS è una banca attiva nel finanziamento delle imprese dal 1983. Oggi è l’unica banca Leggi il resto di questo articolo »

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Imposta di bollo titoli sugli strumenti finanziari e scure fiscale sugli immobili. La manovra Monti “Salva Italia” colpisce duro

Un settore tra i più colpiti dalla scure fiscale della manovra di Mario Monti, detta “Salva Italia”, è senz’altro quello degli immobili. La reintroduzione dell’Ici sulla prima casa (che si chiamerà Imu) e l’inasprimento della tassazione sulle seconde case, nonchè la rivalutazione della rendita catastale, causerà di conseguenza il venir meno della convenienza dell’investimento negli immobili. A tutto questo è da aggiungere il nuovo tributo su rifiuti e servizi che entrerà in vigore dal 2013 e che sostituirà la Tarsu. E’ chiaro che tutti questi interventi peseranno non poco sui proprietari di case, utilizzate come abitazione, e su chi ha investito in immobili per ottenere un rendimento.

Per quanto riguarda gli investimenti finanziari, cambia totalmente, dopo cinque mesi di vita, il complesso bollo a scaglioni sul deposito titoli varato con la manovra di luglio scorso dal Governo precedente. Verrà sostituito da un nuovo sistema di tassazione che prevede, dal 1 gennaio 2012, un’imposta di bollo dello 0,10% (lo 0,15% dal 2013) che sarà applicata sul Leggi il resto di questo articolo »

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Mutui casa, una formula interessante per chi ha problemi a pagare le rate

Per chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo, oggi è sempre più difficile ottenere agevolazioni (il fondo di solidarietà promosso dal Governo è esaurito da tempo) e la rinegoziazione con le banche non sempre è conveniente.
Purtroppo con l’aggravarsi della crisi economico-finanziaria, crescono sempre più le famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo. Le conseguenze sono che la casa in cui si abita, sulla quale è iscritta ipoteca a favore della banca, è destinata ad andare all’asta.

A questo proposito, è bene sapere che da qualche mese diverse banche stanno proponendo una formula interessante, cioè quella di comprare loro stesse la casa sulla quale pende un mutuo con una o più rate scadute. Successivamente la stessa casa verrà data in affitto al cliente in difficoltà ad un prezzo accessibile. Il medesimo cliente poi potrà Leggi il resto di questo articolo »

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Italia in default? E’ possibile portare i soldi in Svizzera. Ecco le modalita’

Negli ultimi tempi molti si domandano se il nostro Paese sia in grado di farcela o se il suo destino sia quello del default. Gli avvenimenti di questi giorni (Governo Monti e manovra salva-Italia, borse in salita e spread in discesa), fanno ben sperare, ma i sacrifici da fare sono enormi.
Molti risparmiatori si stanno chiedendo cosa fare, condizionati anche dalle notizie che i media propinano tutti i giorni e che riguardano la sicurezza degli investimenti, soprattutto dei titoli di Stato italiani. Alcuni stanno pensando di portare i soldi all’estero, soprattutto al sicuro in Svizzera, ma non sanno in pratica come fare.

A prescindere dal fatto che è da tempo che suggeriamo di comprare Bot e Btp, essendo fiduciosi in una ripresa dell’Italia, è giusto anche dare qualche informazione su come portare i soldi in Svizzera.
La soluzione più semplice è quella di rivolgersi direttamente ad una Leggi il resto di questo articolo »

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Titoli di Stato, tutti consigliano di comprare Btp a breve termine. Cosa succede invece se compriamo un Btp a lungo termine?

La situazione di tensione per i timori sulla tenuta del debito pubblico del nostro Paese ha avuto come conseguenza l’aumento dello spread tra bund tedeschi e Btp decennali, arrivato a toccare addirittura i 600 punti base (ieri ha registrato 454 punti). I rendimenti dei Btp arrivano anche al 7% circa e sono i più alti in Europa, ad esclusione di quelli della Grecia.
Cosa significa tutto questo? Vuol dire che il mercato teme un default dello Stato italiano, e la conseguenza è che i prezzi dei Btp si sono abbassati in previsione di un rimborso del capitale ai risparmiatori.
Cosa succederebbe in caso di fallimento dell’Italia? Quando fallisce uno Stato, questi si trova nella condizione di dover rimborsare i propri debiti (i titoli di Stato emessi) ai risparmiatori. L’entità dei rimborsi è una incognita. E’ chiaro che non verrà restituito tutto il capitale investito dai risparmiatori, ma una parte di esso. L’Argentina, per esempio, rimborsò soltanto il 30% del valore nominale delle sue obbligazioni, ma ci sono state nazioni andate in Leggi il resto di questo articolo »

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Btp-day, scambi record raddoppiati nella giornata istituita per comprare Titoli di Stato senza commissioni bancarie. Prossimo appuntamento 12 dicembre

E’ andata molto bene, oltre le previsioni. Il Btp-day del 28 novembre scorso, la giornata istituita dall’Abi (Associazione bancaria italiana), si è rivelato un grosso successo presso i risparmiatori e le imprese italiane (esclusi gli investitori istituzionali), i quali hanno comprato Bot e Btp, senza pagare commissioni bancarie, determinando così scambi raddoppiati rispetto alle normali contrattazioni.
Il Mot, il Mercato dei titoli di Stato e delle obbligazioni, ha registrato il record storico degli scambi in una singola giornata con circa 87mila contratti per un controvalore di circa 2 miliardi e 800 milioni di euro. Di questi, 81mila contratti e 2.600 milioni di euro sono stati scambiati sui titoli di Stato. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto sui Bot con scadenza 31 maggio 2012 e sui Btp scadenti agosto 2013. A tutto questo si è aggiunta una seduta di Borsa scoppiettante con gli indici europei in forte ascesa (Milano ha registrato un aumento del 4,6%).

Gli acquisti hanno riguardato i titoli in circolazione, quelli trattati sul Leggi il resto di questo articolo »

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Investire in Bot, Buoni fruttiferi postali e conti di deposito bancari: rischi in caso di default dello Stato italiano. (Seconda e ultima parte)

(Segue da prima parte)

Dunque, c’è da fidarsi dello Stato italiano e dei Bot che emette? Per i risparmiatori il problema sta nella fiducia che l’Italia possa essere solvibile, cioè che sia in grado di rimborsare a scadenza i debiti contratti con coloro che hanno acquistato titoli di Stato.
Il tasso, indubbiamente, non si discute: ottenere un rendimento del 5% annuo (al netto di tasse e commissioni) per investire il denaro a breve termine, è molto allettante. Per cui il dubbio è il grado di rischio che si corre nel comprare titoli di Stato, ed è difficile da valutare. A questo proposito può essere utile fare un confronto fra i rischi di un Bot e quelli di prodotti simili, come i Buoni fruttiferi postali e i conti di deposito bancari.

I Buoni fruttiferi postali sono garantiti dall’azionista di maggioranza di Leggi il resto di questo articolo »

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I Bot meglio dei conti di deposito e di altri prodotti di liquidità. Le banche saranno costrette ad emettere nuovi strumenti finanziari a tassi più competitivi. (Prima parte di due)

La crisi finanziaria di questi giorni ha avuto come conseguenza l’innalzamento del rendimento dei titoli di Stato. I Bot a 6 mesi hanno raggiunto rendimenti del 6,5% (il 5,32% al netto delle tasse e delle commissioni di acquisto).
Nessuno degli strumenti di liquidità a 6 mesi riesce a  competere in questo momento con il rendimento offerto dai Bot: i Buoni fruttiferi postali (1,90% lordo – 1,66% netto), i pronti contro termine (3% – 2,40%) e soprattutto i conti di deposito. Questi ultimi, molto pubblicizzati (e apprezzati dai risparmiatori) negli ultimi tempi, offrono un tasso massimo, sempre a 6 mesi, del 4% (il 3,20% al netto dell’aliquota fiscale del 20% in vigore dal 1 gennaio prossimo).
E’ chiaro che, per calcolare il rendimento reale dei Bot, occorre considerare anche il bollo sul deposito titoli e quello del conto corrente, ma, a conti fatti, la differenza di Leggi il resto di questo articolo »

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Mutuo casa e polizza caso morte, abbinamento non obbligatorio come invece richiesto dalla banca

A chi ha bisogno di un mutuo casa e fa richiesta alla banca, viene regolarmente proposto di contrarre una polizza sulla vita per coprire il rischio di morte. Fino a diversi anni fa la banca non chiedeva questo tipo di assicurazione, ma oggi è diventato praticamente “obbligatorio”. Addirittura alcune banche rifiutano di concedere il mutuo ed altre applicano, nel caso che il cliente non accetti, tassi superiori a quelli ordinari.
La polizza si chiama “temporanea caso morte a capitale decrescente”. In sostanza si tratta di un contratto mediante il quale l’assicurato (il mutuatario) versa un premio periodico, garantendo alla banca, in caso di morte, il pagamento da parte della compagnia del capitale residuo del mutuo. I premi annuali sono di entità fissa e vengono pagati per un numero inferiore di anni rispetto al contratto (ad esempio, se sono previsti 20 anni, il premio fisso verrà versato per 15 anni, ma la copertura rimane anche per i cinque anni residui, e il capitale assicurato continua a decrescere fino alla scadenza). Può essere sicuramente utile nel momento in cui in famiglia lavora solo un componente e la sua improvvisa scomparsa crei seri problemi a coniuge e figli.

Ma perchè le banche spingono e quasi “impongono” al cliente l’abbinamento tra polizza e mutuo?
Da premettere che il mutuo è considerato un finanziamento a “garanzia reale”, privo di Leggi il resto di questo articolo »

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