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Obbligazioni strutturate: Mediobanca emette bond in euro e in dollari

Da ieri 27 maggio sono acquistabili sul MoT le obbligazioni strutturate Mediobanca Sintesi 2021. Buone opportunità ma anche dei rischi

Le obbligazioni strutturate Mediobanca Sintesi, con scadenza 21 novembre 2021, sono rappresentate da un’emissione espressa in euro, per un importo massimo di 200 milioni, e da un’altra emissione, denominata in dollari, fino ad un importo massimo di 200 milioni.

Entrambe sono emesse in più tranche: quella in euro è stata di 40 milioni (codice ISIN IT0004924004), l’altra di 20 milioni di dollari (ISIN IT0004924046), a partire dallo scorso 21 maggio.

Le obbligazioni strutturate sono emesse alla pari (100% di valore) e si possono acquistare a lotti minimi di 1.000 euro la prima e 2.000 dollari la seconda, e rispettivi multipli. Per il primo anno danno diritto a due cedole semestrali, con un tasso su base annua del 5% lordo per l’emissione espressa in euro, mentre per quella denominata in dollari la cedola è del 6%.

Successivamente al primo anno il rendimento della prima diventa del 6% lordo, per la seconda del 6,50% lordo. Tuttavia, la cedola viene corrisposta solo se nel semestre di stacco previsto, l’indice Eurostoxx 50 per la prima emissione e l’indice Standard & Poor’s 500 per la seconda, risultino maggiori o uguali al dato della seduta del 22 maggio 2013. Nel caso in cui tali indici fossero inferiori, l’emittente non staccherà alcuna cedola. Il capitale investito nelle obbligazioni strutturate è garantito ed il rimborso avverrà in un’unica soluzione in data 21 novembre 2021 e non sarà possibile il rimborso anticipato.

E’ evidente che tali obbligazioni, rivolte al piccolo risparmiatore, potrebbero rappresentare una ghiotta opportunità per i sottoscrittori, specie se consideriamo che Mediobanca, che gode di un rating uguale a quello dei titoli di Stato (per S&P è BBB+), offre un rendimento molto appetibile in tempi magri come questi.

Tuttavia, non solo esiste il rischio concreto che un calo degli indici di Borsa non consentano la corresponsione della cedola, ma nel caso dell’obbligazione denominata in dollari USA, si deve considerare anche il rischio di cambio, cioè che alla data di rimborso prevista o nel caso di vendita anticipata, il dollaro americano sia sceso di valore sull’euro, rispetto alla data di sottoscrizione del titolo.

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