Crisi economica e finanziaria della Grecia, a rischio la stabilità dell’Area Euro

La crisi della Grecia ha messo a dura prova i mercati azionari (hanno ceduto la scorsa settimana il 5%) e obbligazionari (soprattutto quelli dei titoli di Stato emessi, oltre che dalla Grecia, anche da Irlanda, Portogallo e Spagna). Questa settimana si preannuncia molto incerta. Dopo le brutte notizie sul debito dei Paesi Euro (Grecia, Portogallo e Spagna, con i titoli di Stato di Atene ridotti da Standard & Poor’s a spazzatura), le previsioni non sono certo incoraggianti. Tra l’altro si dà per scontato che venerdi prossimo la Germania approvi l’esborso di circa 8 miliardi di euro per aiutare la Grecia, ma i se e i ma sono dietro l’angolo. Ogni minimo ritardo negli aiuti dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, potrebbe creare grossi danni ai mercati ed alla Grecia che rischia il default (da ricordare che il 19 prossimo scadranno titoli di Stato greci per 8,5 miliardi di euro). Sembra anche che Ue e

Fmi, oltre ai 45 miliardi stanziati per l’immediato, annunceranno un piano di aiuti per 120 miliardi per 3 anni. Ma resta il fatto che la Grecia dovrà comunque affrontare il problema dei conti pubblici, prendendo misure drastiche e direi tragiche. E rimane sempre il dubbio che tutto questo non sia sufficiente per evitare il tracollo.
La preoccupazione che questa situazione si possa protrarre nel tempo, è grande. Paesi come il Portogallo e la Spagna rischiano di seguire la Grecia. Per evitarlo dovranno tagliare le spese, fare riforme strutturali come quella delle pensioni, insomma misure dolorose e impopolari. E, come la Grecia, non si riesce di fare previsioni sulla buona riuscita di tutti questi sacrifici. Anche perchè in Spagna la disoccupazione supera il 20% e le banche spagnole detengono il 30% del debito portoghese, per un totale di circa 70 miliardi di euro. Quindi se crollasse il Portogallo, la Spagna sicuramente seguirebbe la stessa sorte.
E Francia e Italia, con un debito pubblico molto alto, riusciranno a sostenere la ripresa economica? Insomma i Paesi dell’Euro stanno correndo il grosso rischio che la crescita, nei prossimi anni, sia vicina allo zero o poco più.

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