Mutuo casa, come orientarsi tra tasso fisso e variabile
Il grosso dilemma di questi ultimi anni è come orientarsi, se serve un mutuo per acquistare la casa, tra tasso fisso e variabile. Dovendosi basare solo sui numeri di oggi, e di quelli degli ultimi venti anni, non dovrebbero esserci dubbi. La soluzione migliore sarebbe quella del tasso variabile.
Ci sono però due buone ragioni per cui non si può considerare soddisfacente questa risposta. La prima è che le performance del passato non danno alcuna garanzia di ripetersi in futuro, specialmente se parliamo di operazioni finanziarie di medio e lungo periodo come lo sono i mutui. La seconda è che la tranquillità che dà la rata del tasso fisso è un grosso fattore psicologico. Allo stato attuale, per un mutuo a 20 anni di 120.000 euro, la differenza di rata mensile tra tasso fisso e variabile è di circa 200 euro (790 la rata fissa, 590 quella variabile) e tra i tassi ci sono circa tre punti di differenza (5,15% per il fisso contro 2,15% del variabile). Siamo in un momento di minimo storico per ciò che riguarda i tassi, il costo del denaro è
quindi inevitabilmente destinato a crescere, ma la possibilità che l’Euribor possa salire fino ad annullare tutto il vantaggio attuale è ridotto, almeno nel breve e medio periodo.
Ma nel lungo termine, che succederà? E’ questa la prima delle tre domande che il cliente, che si accinge a stipulare un mutuo, farà bene a porsi prima di scegliere il tasso fisso o il variabile. La seconda domanda è se è disposto, con il variabile, a rischiare rate più care per un eventuale aumento dei tassi o se preferisce un tasso fisso più alto che però lo rassicura contro i rialzi. La terza è la maggiorazione (spread) massima che è disposto a pagare per il tasso fisso rispetto al variabile.
Per avere delle risposte occorre esaminare più proposte delle banche. E’ importante rivolgersi anche ad un consulente finanziario indipendente o ad una associazione di consumatori. Infatti, non tutte le banche applicano gli stessi tassi, non tutte usano come base l’Euribor (alcune offrono mutui indicizzati anche al tasso Bce), non tutte usano gli stessi spread. Il consulente finanziario indipendente è una figura importante per il risparmiatore. Non essendo legato alla banca non è incentivato a vendere i suoi prodotti solo per ottenere delle commissioni o raggiungere gli obiettivi di vendita. Farà quindi gli interessi del cliente, consigliando con competenza e professionalità tra un ventaglio di offerte.
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