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Monte Paschi banca, via libera da Unione Europea ai Monti-bond

Il titolo del Monte Paschi banca mette le ali a Piazza Affari, ma attenzione a cedola e utili

La UE (Unione Europea) ha dato formalmente il via libera all’emissione da parte di Monte Paschi banca del cosiddetto “Monti-bond” da 3,9 miliardi, le obbligazioni che saranno sottoscritte dal Tesoro, per le quali riceverà annualmente una cedola annua abbastanza onerosa per il Monte dei Paschi di Siena (8,5 – 9,5%) ed a garanzia della quale potrebbe anche entrare nel capitale della banca.

Infatti, la nuova normativa che sarà prevista entro Natale con l’approvazione della legge di stabilità, consentirà al Monte Paschi banca di pagare la cedola annua fino a concorrenza dell’utile maturato nell’esercizio, in assenza totale o parziale del quale essa dovrà emettere azioni o

altri strumenti in favore del Tesoro. La stessa norma prevede, tuttavia, che per i soli esercizi 2012 e 2013, in assenza di utili, la banca possa emettere nuovi Monti-bond per un importo pari alla cedola non pagata allo Stato.

Quindi, considerando che quest’anno la banca chiuderà certamente il bilancio in perdita e che gli interessi maturati sugli 1,9 miliardi dei Tremonti-bond sottoscritti nel 2009 ammontano a 170 milioni, qualora anche nel 2013 l’Istituto dovesse chiudere in perdita, esso avrà accumulato negli ultimi due esercizi circa 550 milioni di interessi non ripagati, che dovrà restituire al Tesoro emettendo nuovi Monti-bond, in alternativa all’emissione di nuove azioni.

Monte Paschi banca emetterà il bond entro il primo marzo 2013 per complessivi 3,9 miliardi di euro, di cui 1,9 miliardi a copertura e sostituzione integrale del vecchio Tremonti-bond. Sommando i 550 milioni circa previsti per le cedole 2012-2013, la banca riceverà aiuti complessivi fino a 4,45 miliardi, quando in Borsa vale appena 1,1 miliardi di euro.

E dal 2014 in poi non potrebbe più fare ricorso all’aumento della sua esposizione verso il Tesoro, perché in assenza del risultato di esercizio dovrebbe emettere nuove azioni in suo favore. E poiché la UE prevede che esse siano emesse al valore di mercato, considerando i prezzi attuali (intorno a 0,20 euro), il Tesoro salirebbe fino a percentuali considerevoli nel capitale del Monte Paschi banca. Si pensi che la sola cedola da 170 milioni maturata nel 2012 consentirebbe allo Stato di possedere il 15,5% circa delle azioni.

Pertanto, prima di entusiasmarsi per l’ok ad una misura che consentirà al terzo Istituto Bancario italiano di superare l’esame del test Eba (Core Tier 1 ratio minimo al 9%), bisogna considerare che l’aumento netto del debito per altri 2 miliardi comporterà il fatto che Monte Paschi banca dovrà dedicare maggiori risorse al solo pagamento (raddoppiato in termini assoluti) degli interessi, a discapito degli utili.

Malgrado la reazione a Piazza Affari sia positiva, con il titolo a salire anche del 6%, c’è molto da stare cauti sull’evoluzione futura di una banca che ha in pancia ben 27 miliardi di euro in titoli di Stato italiani e con scadenze fino al 2041.

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