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Investire in Btp, il Btp 4% 01/02/37 nei tre mesi si è rivalutato del 70% netto base annua

Investire in Btp, il Btp 4% 01/02/37  è stato una occasione di acquisto contrarian in un momento di crisi profonda

Investire in Btp. Il Btp 4% 01/02/37 è il titolo che in un nostro articolo del 4 dicembre 2011 avevamo ipotizzato di comprare. Infatti, tre mesi fa abbiamo presentato, un pò in modo provocatorio, ma anche con un certo ragionamento logico, una occasione di acquisto del Btp venticinquennale. Ricordiamo che in quel periodo tutti consigliavano di comprare titoli con scadenze brevi ed anche di investire in Btp con scadenza massima di due anni.

Questa è stata l’ipotesi formulata nell’articolo del 4 dicembre:
Investire in Btp 4% 01/02/37 la somma di 40.000 euro di valore nominale, pagandolo al prezzo dell’epoca di 69,75, versando quindi 27.900 euro (40.000 x 69,75%).
Ebbene, le nostre supposizioni  si sono avverate (più presto del previsto) e possiamo affermare che, chi avesse investito il 5 dicembre 2011 40.000 euro nel Btp 4% 01/02/37, avrebbe realizzato oggi, in caso di vendita anticipata, al prezzo attuale di 80,97, la somma di 32.388 euro (40.000 x 80,97%), più interessi al 4% per i tre mesi su base annua di euro 400. La somma incassata totale lorda sarebbe stata quindi di 32.788 euro.

Ipotizzando commissioni e spese bancarie (acquisto, vendita e varie) di 588 euro, si

sarebbero realizzati 32.200 euro (32.788 – 588). Guadagno netto quindi di 7.010 euro riveniente dalla differenza in conto capitale realizzata (40.000 – 32.388 = 7.612 – 12,50% di tassazione = 6.660 euro) e dalla cedola per tre mesi  (40.000 x 4% x 3 mesi = 400 -12,50% di tassazione = 350 euro).
Dunque, il tasso di rendimento netto per tre mesi, su base annua, sarebbe stato del 70%. Investire in Btp, sarebbe stato un bel “colpetto”, non c’è che dire.

Ma che è successo da dicembre ad oggi?
Anzitutto le manovre del Governo Monti hanno prodotto un clima di fiducia ed approvazione da parte degli Stati europei, allentando  la tensione speculativa che premeva sull’Italia. Inoltre le iniezioni di liquidità della Bce sotto forma di prestiti agevolati verso le banche di Eurolandia e gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della stessa Bce, hanno avuto come conseguenza un drastico calo dello spread che, ricordiamo, è il differenziale tra Bund tedeschi e Btp italiani a dieci anni. Lo spread è sceso di molto ed in questo momento è di 316,7 punti (mesi fa aveva sfiorato i 600 punti).
In questo clima più disteso, quindi, i tassi si sono ridimensionati ed i prezzi sono cresciuti, soprattutto quelli dei titoli a lungo termine, come appunto quello preso in considerazione, il Btp 4% 01/02/37.

Non abbiamo mai creduto (e continuiamo a farlo) nel default dell’Italia, ed abbiamo sempre sostenuto che nei mesi scorsi investire in Btp ed in titoli di Stato in genere presentava ottime opportunità di guadagno. E’ vero che la crisi che stiamo attraversando è la peggiore del dopoguerra, ma siamo fiduciosi che l’Italia ce la farà. I numeri ci dicono che lo Stato italiano ha un debito enorme, ma possiede anche un cospicuo patrimonio finanziario e immobiliare, società quotate in Borsa e municipalizzate. Ed inoltre il risparmio degli italiani non è quello dei greci.

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