INVESTIRE INFORMATI

- NEWS DI ECONOMIA E FINANZA - INFORMAZIONI SU RISPARMIO, INVESTIMENTI, FINANZIAMENTI, MUTUI, PREVIDENZA

Inflazione, Indici ISTAT dei prezzi al consumo. Serie storica inflazione media degli ultimi 56 anni

L’inflazione generalmente si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo. In Italia il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Un indice dei prezzi al consumo, infatti, è uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.
Per quanto riguarda in particolare l’Italia, l’ISTAT rileva tre diversi indici dei prezzi al consumo:

- l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC). Questo indice viene calcolato con riferimento all’intera popolazione presente sul territorio nazionale ed all’insieme di tutti i beni e servizi, con relativi prezzi, acquistati dalle famiglie. Tale indice, che considera i

consumatori italiani come un’unica grande famiglia di oltre 60 milioni di consumatori, misura quindi l’inflazione a livello dell’intero sistema economico e rappresenta pertanto, per gli organi di governo, uno dei parametri di riferimento per la progettazione delle politiche economiche. Può, ad esempio, essere utilizzato per indicare nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) il tasso di inflazione programmata, cui sono collegati i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro;
- l’Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI). Questo indice, basato sullo stesso paniere di beni e servizi del NIC, si riferisce, però, ai consumi delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (ad esclusione di quelli facenti parte del settore agricolo) ed è l’indice che viene utilizzato come base per l’adeguamento, per esempio, degli affitti o degli assegni di mantenimento (dovuti al coniuge separato);
- l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi membri dell’Unione Europea (IPCA). Questo indice è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione che fosse comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei Paesi membri dell’Unione Europea, ai fini dell’accesso e della permanenza nell’Unione monetaria. L’indice prende come riferimento il NIC, ma esclude dal paniere considerato, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto  ed i concorsi pronostici);

Un’importante differenza fra i tre indici riguarda il tipo di prezzo considerato nell’effettuazione del calcolo dell’indice: mentre gli indici nazionali (NIC e FOI) considerano sempre il prezzo pieno di vendita, l’indice europeo (IPCA) fa invece riferimento al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Così nel caso, ad esempio, dei medicinali, i primi considerano il prezzo pieno delle confezioni mentre quest’ultimo utilizza, nel calcolo, la quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket). L’IPCA inoltre, tiene conto di saldi e promozioni per tutti i beni e servizi.

Serie storica inflazione media in Italia dal 1954 al 2010(febbraio) – Fonte: ISTAT

Indici nazionali dei prezzi al consumo (NIC con tabacchi)

Limiti dei valori medi

Valore Minimo -0.5%  /  Valore Massimo 21.2%

Grafico delle medie  1954 - 2010

Anno   Inflazione media

1954              2,7%

1955              2.3%

1956              3.4%

1957              1.3%

1958              2.9%

1959             -0.5%

1960               2.4%

1961               2.1%

1962               4.7%

1963               7.5%

1964               5.9%

1965               4.5%

1966               2.3%

1967               3.7%

1968                1.3%

1969                2.7%

1970                5.0%

1971                 4.8%

1972                 5.7%

1973               10.8%

1974               19.2%

1975               17.0%

1976               16.7%

1977               17.0%

1978                12.1%

1979                14.8%

1980                21.2%

1981                 17,8%

1982                 16.5%

1983                 14.7%

1984                 10.8%

1985                   9.2%

1986                   5.8%

1987                   4.7%

1988                    5.1%

1989                    6.3%

1990                    6.5%

1991                     6.3%

1992                     5.3%

1993                     4.6%

1994                     4.1%

1995                     5.2%

1996                     4,0%

1997                     2.0%

1998                     2.0%

1999                      1.7%

2000                    2.5%

2001                     2.8%

2002                     2.5%

2003                     2.7%

2004                     2.2%

2005                     2.0%

2006                     2.1%

2007                     1.8%

2008                      3,3%

2009                      0,8%

          2010                1,3% (gen-feb)

Updated: 3 agosto 2014 — 15:29

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

INVESTIRE INFORMATI © 2014 Frontier Theme