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Pac: Piano di accumulo di capitale in Etf o Fondi comuni (Prima parte di tre)

Ci piace definire il pac (piano di accumulo di capitale) come la forma più intelligente per investire in Borsa.
Ma anzitutto vediamo cosa è un pac. E’ una formula di investimento che consiste nel sottoscrivere a rate quote di fondi comuni o di Etf.

Chi possiede un capitale è in grado di poter investire con la formula del pic (piano di investimento di capitale), cioè sottoscrivere in fondi comuni o in Etf in unica soluzione, attuando il solito processo di diversificazione e in base al proprio profilo di rischio. Il pac, invece, è la soluzione consigliata a chi non dispone di un capitale iniziale, ma anzi desidera costruirne uno nel tempo investendo i risparmi attraverso versamenti periodici (di solito mensili, ma anche bimestrali o trimestrali), anche di piccole somme.

Quindi il pac è una modalità di investimento ideale per chi vuole pensare al proprio futuro, investendo in modo graduale nei mercati per raggiungere i propri obiettivi. Per questa caratteristica il piano di accumulo viene spesso utilizzato, non solo per la formazione di un capitale futuro, ma anche come strumento di previdenza integrativa. Infatti, versando costantemente piccoli importi per un periodo di tempo abbastanza lungo (oltre quindici anni), all’interno di un fondo azionario o bilanciato o di un Etf, si accumula un capitale che potrà essere riscattato al momento della pensione, oppure reinvestito per generare una rendita finanziaria.

Analizziamo i vantaggi che offre un pac:

> Flessibilità. Il pac è personalizzabile sulle proprie esigenze. E’ possibile scegliere l’importo della rata (a partire da 50 euro), la periodicità dei versamenti (sono consigliabili farli mensilmente, nel prossimo articolo spiegheremo il perchè), la durata (vanno dai 5 a 20 anni). L’importo della rata e la periodicità dei versamenti possono essere modificati nel corso del piano.

> Nessun vincolo. In qualsiasi momento i versamenti possono essere interrotti, oppure temporaneamente sospesi e successivamente ripresi. Come pure in qualsiasi momento si può disinvestire tutto il patrimonio accumulato o ritirarne solo una parte (indipendentemente dai versamenti effettuati). Alla fine del piano si può decidere di lasciare investite le somme accumulate, oppure prelevarle tutte o in parte, anche gradualmente.

> Facilità di investimento. Non è necessario disporre di grandi somme. Si può aprire il pac con un investimento modesto, anche con una rata. Alcune società di gestione di fondi richiedono come primo versamento un importo pari a 12 rate o anche 6. Inoltre i versamenti successivi possono essere effettuati in modo automatico e continuativo (con disposizione bancaria Rid), senza perdite di tempo per il risparmiatore. L’importo minimo di 50 euro di una rata permette l’accesso a qualunque risparmiatore e rende il piano molto interessante soprattutto per i più giovani.

> Gestione professionale del risparmio anche con capitali modesti.

> Controllo dell’emotività nell’investimento. Il pac permette l’ingresso nel fondo o nell’Etf eliminando la componente emotiva del momento giusto per investire, perchè il versamento è automatico.

> Avvicinamento graduale ai mercati azionari mediante versamenti dilazionati nel tempo.

> Gestione e sfruttamento della volatilità. L’acquisto delle quote  avviene periodicamente a prezzi di mercato diversi, mediando così il valore di acquisto delle quote in portafoglio e attenuando la volatilità dell’investimento riducendone il rischio complessivo. Questo meccanismo verrà sviluppato e chiarito nel prossimo articolo.

(Segue seconda parte)

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