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	<title>Investire Informati</title>
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	<description>Informazioni su risparmio, investimenti, finanziamenti, mutui e previdenza</description>
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		<title>Crisi euro, quanto costa all&#8217;Italia uscire dalla moneta unica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la crisi euro e con il ritorno alla lira il costo per ciascun italiano sarebbe compreso tra 9.500 e 11.500 euro all&#8217;anno, con l&#8217;inflazione a due cifre Il colosso bancario svizzero UBS ha calcolato, nei giorni scorsi, quanto ci costerebbe dire addio alla moneta unica. La crisi euro è un&#8217;ipotesi, e l&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro [...]]]></description>
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</div><h4 style="text-align: justify;"><em><span style="color: #008000;">Con la crisi euro e con il ritorno alla lira il costo per ciascun italiano sarebbe compreso tra 9.500 e 11.500 euro all&#8217;anno, con l&#8217;inflazione a due cifre</span></em></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="crisi_euro" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/crisi_euro-1-1.jpg" alt="" width="211" height="120" />Il colosso bancario svizzero <a rel="nofollow" href="http://www.ubs.com/it/en.html"><span style="color: #008000;"><strong>UBS</strong></span></a> ha calcolato, nei giorni scorsi, quanto ci costerebbe dire addio alla moneta unica. La crisi euro è un&#8217;ipotesi, e l&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro è anch&#8217;essa una previsione ipotetica, ma in Grecia potrebbe essere molto realistica quanto imminente, visto che la decisione avverrà nel giro di qualche giorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">I dati sono molto pesanti e prefigurano una situazione da collasso finanziario, economico e sociale. Se Atene dovesse abbandonare l&#8217;Eurozona, il suo debito rimarrebbe espresso in euro, mentre il Pil nazionale tornerebbe in dracme. Il risultato sarebbe che, a causa di una svalutazione della moneta ellenica rispetto al rapporto di cambio fissato ai tempi in cui il Paese adottò l&#8217;euro nel 2004, il rapporto tra debito e Pil schizzerebbe, rendendo inevitabile il ricorso ad un default incontrollato che nel giro di pochissimo tempo trascinerebbe con sé, con molta probabilità, anche altri Stati, Italia in testa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Con l&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro, si calcola che per ciascun italiano il costo per<span id="more-11467"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">abbandonare l&#8217;euro e tornare alla lira sarebbe compreso tra 9.500 e 11.500 euro all&#8217;anno, per almeno un decennio. Questo è dovuto al deprezzamento della lira sull&#8217;euro, valuta in cui dovrà continuare ad essere pagato il debito fino al 50%, cosa che porterebbe il rapporto Debito/Pil fino al 180%, prefigurando un temibile default.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Paradossalmente una crisi euro sarebbe un vantaggio perchè produrrebbe la svalutazione della lira, la quale gioverebbe alle esportazioni italiane, ma dovremmo fare i conti con un tasso annuo di inflazione a due cifre, come negli anni Ottanta, con la benzina a 6 mila lire al litro, con interessi sul debito non inferiori al 10% annuo. E non è detto che la ripresa dell&#8217;export possa avvenire del tutto, visto che il Nord Europa potrebbe innalzare barriere doganali come sistema di difesa per lo sfaldamento dell&#8217;<a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_euro"><strong><span style="color: #008000;">Eurozona</span></strong></a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Inferiore sarebbe il costo se la crisi euro facesse crollare la moneta un pò per tutti gli Stati, così come inferiore sarebbe il danno subito da ogni cittadino tedesco, per circa 6.500 euro il primo anno e almeno 3.500 euro per gli anni seguenti.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Per questa ragione, Ubs ritiene preferibile che Berlino opti per il salvataggio greco, che costerebbe ad ogni tedesco circa mille euro, molto meno di un&#8217;ipotesi di abbandono della moneta unica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Comunque, se si concretizzasse veramente una crisi euro, questa produrrebbe una situazione apocalittica. Tutto ciò potrebbe avvenire in tempi stretti, visto che in Grecia si tornerà sicuramente alle urne a giugno (dopo le elezioni di qualche giorno fa che hanno prodotto una crisi politica, non riuscendo a formare un nuovo governo) e, soprattutto, se si decidesse di abbandonare l&#8217;euro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ci chiediamo se i mercati stanno andando incontro a uno tsunami finanziario di proporzioni imprevedibili. Staremo a vedere.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fapprofondimenti%2Fcrisi-euro-quanto-costa-allitalia-uscire-dalla-moneta-unica%2F&amp;title=Crisi%20euro%2C%20quanto%20costa%20all%E2%80%99Italia%20uscire%20dalla%20moneta%20unica" id="wpa2a_2"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fapprofondimenti%2Fcrisi-euro-quanto-costa-allitalia-uscire-dalla-moneta-unica%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Obbligazioni societarie (o corporate bond), sorpasso sui prestiti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[OBBLIGAZIONI]]></category>
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		<description><![CDATA[Le obbligazioni societarie, qualche anno fa, erano cinque volte inferiori ai prestiti bancari. La crisi finanziaria la causa di questa inversione Le obbligazioni societarie (o corporate bond) hanno sorpassato i prestiti bancari. La crisi finanziaria investe ancora l&#8217;Europa in merito ai finanziamento delle sue imprese. I dati diffusi ad aprile da Dealogic non lasciano dubbi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>Le obbligazioni societarie, qualche anno fa, erano cinque volte inferiori ai prestiti bancari. La crisi finanziaria la causa di questa inversione<br />
</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="obbligazioni_societarie" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/obbligazioni_societarie-1.jpg" alt="" width="171" height="122" />Le obbligazioni societarie (o <a rel="nofollow" href="http://www.investireinformati.com/rating/corporate-bond-le-obbligazioni-societarie-le-precauzioni-da-prendere-parmalat-insegna/"><span style="color: #008000;"><strong>corporate bond</strong></span></a>) hanno sorpassato i prestiti bancari. La crisi finanziaria investe ancora l&#8217;Europa in merito ai finanziamento delle sue imprese. I dati diffusi ad aprile da Dealogic non lasciano dubbi: per la prima volta, nel Vecchio Continente, le obbligazioni societarie hanno superato in valore i nuovi prestiti bancari verso le imprese. E&#8217; accaduto nel primo trimestre di quest&#8217;anno, quando le imprese europee hanno emesso obbligazioni per 179,5 miliardi di euro, il 38% in più su base annua, a fronte di <a rel="nofollow" href="http://www.pmi.it/economia/mercati/articolo/53463/prestiti-bancari-alle-imprese-2012-allinsegna-della-crisi.html"><span style="color: #008000;"><strong>prestiti bancar</strong></span></a>i concessi per 112,9 miliardi, in calo del 45% rispetto allo stesso trimestre del 2011.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il fenomeno è curioso, perché l&#8217;Europa ha avuto da sempre una tendenza a basare il suo fabbisogno di finanziamento privato ricorrendo alle banche, contrariamente alla tradizione americana dove il<span id="more-11450"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">rapporto diretto con il mercato è stato sempre superiore.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Il dato, poi, diventa ancora più interessante se lo si raffronta con quello di soli cinque anni fa, prima che avvenisse lo scoppio della crisi finanziaria. A quel tempo, i prestiti bancari erano superiori alle obbligazioni societarie di ben 5 volte. Un vero capovolgimento, dunque, dovuto proprio alla crisi che ha investito le banche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">A causa di questa, infatti, gli istituti bancari hanno preferito, negli ultimi tempi, stringere i cordoni delle borse e concentrare le risorse per patrimonializzarsi, rafforzando cioè il proprio capitale. Le imprese private, quindi, si sono trovate di fronte all&#8217;esigenza di finanziare il proprio fabbisogno e chi ha potuto ha fatto ricorso alle emissioni obbligazionarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Le obbligazioni societarie sono diventate anche allettanti, per via del calo dei rendimenti medi sul mercato, a fronte della tendenza ad una loro crescita sul mercato dei prestiti bancari. Rispetto al 4,84% medio, registrato per le imprese con alto rating, gli interessi corrisposti mediamente nel primo trimestre sono scesi al 3,57%, grazie anche alle due aste Ltro della BCE di fine dicembre e fine febbraio, che hanno ridotto la necessità delle banche di fare ricorso alle obbligazioni per attingere a nuova liquidità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Insomma, sarebbe stato lasciato campo libero alle imprese, che ne hanno approfittato, rivolgendosi direttamente ai risparmiatori. Ma non è detto che una volta risolta la crisi, si torni alle stesse tendenze di prima. E&#8217; possibile, infatti, che sia avvenuto anche un cambiamento culturale, che ha avvicinato le imprese al mercato, anche se per necessità, mediante appunto le emissioni di obbligazioni societarie.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fobbligazioni%2Fobbligazioni-societarie-o-corporate-bond-sorpasso-sui-prestiti%2F&amp;title=Obbligazioni%20societarie%20%28o%20corporate%20bond%29%2C%20sorpasso%20sui%20prestiti" id="wpa2a_4"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fobbligazioni%2Fobbligazioni-societarie-o-corporate-bond-sorpasso-sui-prestiti%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Beni rifugio, istruzioni per l’uso</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[INVESTIMENTI ALTERNATIVI]]></category>
		<category><![CDATA[ORO - DIAMANTI - OPERE D'ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[Beni rifugio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’opera d’arte, al lingotto d’oro, all’immobile: nuove forme di investimento in beni rifugio per diversificare il portafoglio e cercare lidi tranquilli in cui sostare. Incrementando la profittabilità. La paura fa 90, e non solo: in questi mesi il timore che le scelte in campo finanziario generino redditività negative è molto alta. Per questo le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>Dall’opera d’arte, al lingotto d’oro, all’immobile: nuove forme di investimento in beni rifugio per diversificare il portafoglio e cercare lidi tranquilli in cui sostare. Incrementando la profittabilità.</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="beni_rifugio" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/beni_rifugio.jpg" alt="" width="193" height="153" />La paura fa 90, e non solo: in questi mesi il timore che le scelte in campo finanziario generino redditività negative è molto alta. Per questo le persone e le società sono alla ricerca di porti nuovi e sicuri ai quali approdare, in termini di prodotti, opere d’arte, opportunità immobiliari, preziosi. L’argomento è stato oggetto del convegno “ beni rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria ”, organizzato da <a rel="nofollow" href="http://www.bancaemercati.com/sito/"><span style="color: #008000;"><strong>Banca&amp;Mercati</strong></span></a>, che si è tenuto a Milano qualche giorno fa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Quando il lingottino vale</strong><br />
Il più importante tra i beni rifugio e senz&#8217;altro l&#8217;oro. Oro da vendere o acquistare? Il suggerimento degli esperti è quello di rivolgersi solo ai negozi che aderiscono all’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro. Il gruppo, nato nel 2010, ha proprio lo scopo di tutelare sia le aziende che i privati, proponendo un servizio serio, con quotazioni reali e documentazione a disposizione.<br />
Spiega Andrea Zironi, presidente dell’associazione e amministratore unico di<span id="more-11421"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><a rel="nofollow" href="http://www.studio18karatispa.eu/"><span style="color: #008000;"><strong>Studio 18 Karati Spa</strong></span></a>: “Nel 2011, l’intero settore dell’oro è cresciuto del 2%, e l’oro da investimento è cresciuto del 36%. I nostri associati consigliano l’acquisto dell’oro – la cui quotazione è salita dal 1978 al 2000 passando da 200 dollari l’oncia a 2.000, attestandosi ora sui 1.600 dollari – sia come bene rifugio sia come strumento per fare trading. In futuro è destinato a rimanere stabile. È un buon prodotto per proteggere i propri risparmi, e diversificare e normalizzare il portafoglio. I lingotti dello Studio 18 Karati Spa vanno dai 5 grammi al chilo, e sono completamente traccianti, a livello di materia utilizzata”.<br />
Dell’oro da investimento si occupa anche Unione Fiduciaria, dopo aver notato che il prezioso giallo era oggetto di quote di capitali scudati da parte di clienti italiani. Fabrizio Vedana, vicedirettore generale della società, spiega le tipologie di investimento legate all’oro: “Si va dal lingotto al fondo di investimento. L’oro fisico può essere acquistato o dai privati o presso alcune banche, attraverso un Conto-Metallo, in grado di produrre la documentazione in linea con le richieste della Banca d’Italia. Da un punto di vista fiscale, l’oro è allineato agli altri strumenti finanziari”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">Il quadro: bello e profittevole, con le giuste accortezze</span></strong><br />
<span style="color: #0000ff;"> Tra i beni rifugio, l&#8217;arte conserva un ruolo primario. L’investimento in arte è stato presentato da Pietro Ripa, dirigente Area Pianificazione strategica, research e I.R. di Banca Mps, come opportunità in grado di restituire, un domani, l’investimento effettuato, oltre a un capital gain. “Chi acquista in arte, un mercato che vale 61 miliardi di dollari, per il 70% sceglie di acquistare in pittura”, spiega. A livello mondo, l’attenzione va posta nei confronti dell’Asia, la cui quota sta crescendo in maniera esponenziale (anno su anno del 40%). L’investimento in arte, conferma Edoardo Didero, amministratore delegato di ArtNetWorth: “Permette di diversificare il portafoglio, e garantisce ancora un certo beneficio fiscale. Il problema del settore è però la scarsa trasparenza: per le persone non addentro a questi temi è difficile capire le logiche dell’investimento e difficile reperire le informazioni”.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Non solo, le differenti posizioni tra gallerista e collezionista in certi casi pongono sei problemi di scelta, arrivando anche ad allontanare i potenziali investitori. Secondo Claudio Borghi, professore di Economia e Mercato dell’arte della Cattolica e autore del volume “L’oro bellissimo. Il mercato dell’arte visiva da spesa a investimento”, proprio il settore dell’arte è in un momento di cambiamento. Questo grazie a Internet. “Quando le grandi case d’asta hanno messo on line – spiega – le aggiudicazioni, anche del passato, hanno consentito a tutti di possedere un prezzo di stima dell’opera. Di valutare se il prezzo di un autore sale e scende.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">E poi c’è il caro mattone</span></strong><br />
<span style="color: #0000ff;"> Ottima alternativa alla finanza, tra i beni rifugio si riscontra che il mattone, come spiega Francesco Assegnati di Assoimmobiliare, continua a tenere, nel medio e lungo periodo. Secondo Marzia Morena, architetto Rics Italia: “Anche nel nostro settore, così come accade per l’oro e per l’arte, occorre puntare sulle stesse tematiche: qualità, trasparenza, regole. Questo per uniformare il mercato a livello internazionale, e sfruttare il patrimonio italiano per uscire dalla crisi&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #0000ff;">Written by Elena Giordano</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Feventi%2Fbeni-rifugio-istruzioni-per-luso%2F&amp;title=Beni%20rifugio%2C%20istruzioni%20per%20l%E2%80%99uso" id="wpa2a_6"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Feventi%2Fbeni-rifugio-istruzioni-per-luso%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Crisi greca, quali prospettive per i nostri titoli dopo le elezioni in Francia e Grecia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 03:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Finanziaria Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Francia e Grecia]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi greca rischia di essere causa della morte dell&#8217;euro, che potrebbe essere spazzato via da una furia finanziaria come non vista fino ad oggi Il risultato delle elezioni in Grecia, che hanno coinciso con quelle francesi, ha prodotto una crisi greca di proporzioni imprevedibili. Il cambio all&#8217;Eliseo, con l&#8217;arrivo del socialista François Hollande e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>La crisi greca rischia di essere causa della morte dell&#8217;euro, che potrebbe essere spazzato via da una furia finanziaria come non vista fino ad oggi</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="crisi_greca" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/crisi_greca-1.jpg" alt="" width="191" height="130" />Il risultato delle elezioni in Grecia, che hanno coinciso con quelle francesi, ha prodotto una crisi greca di proporzioni imprevedibili. Il cambio all&#8217;Eliseo, con l&#8217;arrivo del socialista François Hollande e la sconfitta di Nicolas Sarkozy, sarebbe stato sufficiente a farci parlare di piccolo terremoto politico nell&#8217;Unione Europea. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ma il risultato delle elezioni, contestualmente tenutesi in Grecia, ha prodotto un vero tsunami nello scenario politico-finanziario dell&#8217;Eurozona. Come atteso alla vigilia, hanno vinto i conservatori di Nuova Democrazia, ma con solo il 18,9% dei voti, mentre i socialisti del Pasok, che avevano guidato il Paese dopo il trionfo dell&#8217;ottobre 2009, sono crollati al terzo posto con un misero 13,1%. Insieme, conservatori e socialisti non hanno la maggioranza dei seggi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/effetto-francia-grecia-timore-mercati-crollo-delle-borse-spread/220879/"><span style="color: #008000;"><strong>Il voto è stato chiaro sia in Francia che in Grecia</strong></span></a>. I cittadini hanno bocciato le<span id="more-11408"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">politiche europee della coppia Merkel-Sarkozy, consegnando Atene nelle mani di fazioni estremiste di destra e di sinistra.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Il pericolo della crisi greca è che adesso Atene sia costretta a dichiarare presto default, dopo avere già ristrutturato il suo debito, tagliando il valore nominale dei suoi bond del 53,5% e facendo così scendere il suo debito di 107 miliardi. Tuttavia, ciò potrebbe non bastare, qualora non fossero approvate le misure imposte da Bruxelles con il famoso Memorandum, che chiede altri 11,5 miliardi di tagli e/o aumenti di imposte subito in cambio della nuova tranche del secondo piano di aiuti per 130 miliardi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Non esiste più in Grecia un governo in grado di approvare queste misure e ciò potrebbe portare Atene dritta al default ed alla conseguente fuoriuscita dall&#8217;Eurozona.</span><span style="color: #0000ff;"> Non prima, tuttavia, di avere generato un cataclisma sui mercati finanziari, con i nostri Bot e Btp sotto attacco, così come i Bonos spagnoli e gli stessi Oat francesi, non più tutelati dall&#8217;&#8221;ombrello&#8221; filo-tedesco di Sarkozy. E già lo spread si è portato abbondantemente sopra 400 punti base, segnale dei timori forti sui mercati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per essere chiari, nelle prossime settimane, la crisi greca rischia di essere causa della morte dell&#8217;euro, che potrebbe essere spazzato via da una furia finanziaria come non vista fino ad oggi. Per questo, soprattutto, per le scadenze a breve e medio termine, i titoli di Stato italiani potrebbero subire fortissime pressioni, con un&#8217;impennata dei rendimenti, dopo una discesa virtuosa nei primi due mesi e mezzo di quest&#8217;anno.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Ma il beneficio per i risparmiatori potrebbe essere solo apparente, visto che nel caso in cui si realizzi lo scenario peggiore (crollo euro e/o attacco contro titoli di Stato), anche l&#8217;Italia potrebbe essere spinta a ristrutturare il suo debito, attraverso l&#8217;&#8221;haircut&#8221; già sperimentato a marzo da Atene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Quanto fin qui descritto potrebbe apparire eccessivamente cupo e pessimistico, ma è quello di cui si sta discutendo in queste ore nelle stanze dei bottoni di Bruxelles e quanto paventano i mercati. Con quello che può derivare dalla crisi greca è bene non lanciarsi in investimenti avventati. Cautela ora più che mai!</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fapprofondimenti%2Fcrisi-greca-quali-prospettive-per-i-nostri-titoli-dopo-le-elezioni-in-francia-e-grecia%2F&amp;title=Crisi%20greca%2C%20quali%20prospettive%20per%20i%20nostri%20titoli%20dopo%20le%20elezioni%20in%20Francia%20e%20Grecia" id="wpa2a_8"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fapprofondimenti%2Fcrisi-greca-quali-prospettive-per-i-nostri-titoli-dopo-le-elezioni-in-francia-e-grecia%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Coco bond, caratteristiche e rischi. Il Core Tier 1 ratio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 02:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[OBBLIGAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Coco bond]]></category>
		<category><![CDATA[Core Tier 1 ratio]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni Convertibili]]></category>

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		<description><![CDATA[I Coco bond  sono debiti che diventano capitale all’occorrenza. Succede quando il Core Tier 1 ratio (indicatore della solidità patrimoniale delle banche) cede sotto un certo valore prefissato. Per l&#8217;investitore maggiori rischi ma rendimenti più alti I Coco Bond sono i &#8220;convertible contingent bond&#8221;, cioè le obbligazioni convertibili all&#8217;occorrenza. Si tratta di titoli obbligazionari che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>I Coco bond  sono debiti che diventano capitale all’occorrenza. Succede quando il Core Tier 1 ratio (indicatore della solidità patrimoniale delle banche) cede sotto un certo valore prefissato. Per l&#8217;investitore maggiori rischi ma rendimenti più alti</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="coco_bond" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/cocobond-1.jpg" alt="" width="174" height="108" /></span><span style="color: #0000ff;">I Coco Bond sono i &#8220;conv</span><span style="color: #0000ff;">ertible contingent bond&#8221;, cioè le obbligazioni convertibili all&#8217;occorrenza. Si tratta di titoli obbligazionari che le banche emettono, riservandosi l&#8217;opportunità di convertirli in azioni nel caso in cui si dovesse presentare la necessità da un punto di vista patrimoniale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">In sostanza, la banca che emette tali obbligazioni rende noto all&#8217;investitore che, se alcuni indici patrimoniali dovessero scendere sotto un certo valore prefissato, le obbligazioni stesse potrebbero essere convertite in azioni. Così facendo, la banca trasforma automaticamente un debito (obbligazione o bond) in capitale (azioni), a beneficio immediato del patrimonio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">L&#8217;indice maggiormente oggetto di monitoraggio è il <a rel="nofollow" href="http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/tier-capitale-banche164.htm"><span style="color: #008000;"><strong>Core Tier 1 ratio</strong></span></a>, ossia il rapporto tra<span id="more-11392"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">il capitale primario (capitale versato +/- utili/perdite) e le attività ponderate per il loro grado di rischio (prestiti a famiglie e imprese). Più alto è tale indice, maggiore è la robustezza patrimoniale di un Istituto, il quale, pertanto, potrebbe decidere di convertire i Coco bond qualora tale percentuale scendesse sotto un livello considerato critico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per il risparmiatore si tratta di una opportunità e di un grosso rischio allo stesso tempo. Diventa una opportunità, poiché tipicamente i Coco bond offrono interessi più alti delle obbligazioni semplici, a parità di scadenza, e questo per effetto del maggiore rischio insito nell&#8217;operazione. Si può arrivare anche ad interessi del 10% all&#8217;anno, per scadenze di medio-lungo termine.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Tuttavia, il rischio per chi investe è, anzitutto, di ritrovarsi in mano con un capitale deprezzato e con tendenza a perdere valore. Questo è dovuto anche al fatto che aumentando la quantità di azioni in circolazione, a parità di domanda, il loro corso tende a scendere. Inoltre, l&#8217;obbligazionista-neo azionista dovrebbe rinunciare alla cedola periodica, dovendosi accontentare dei titoli di puro capitale di rischio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per questa ragione, spesso i Coco bond sono riservati agli investitori istituzionali, mentre c&#8217;è chi ritiene che siano strumenti efficaci di controllo sul management, dato che la conversione di tali titoli spingerebbe alla protesta i vecchi soci, che dovrebbero fronteggiare il rischio di un deprezzamento delle azioni in loro possesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ad ogni modo, non è un caso che tali obbligazioni siano cresciute di volume negli ultimi tempi, in coincidenza con l&#8217;emergere delle difficoltà contabili per le banche europee. Si stima che entro il 2018 si potrebbero avere 700 miliardi di euro di Coco bond in circolazione se le banche dell&#8217;Eurozona dovessero spingere su queste emissioni. Pertanto, bisogna stare molto attenti a sottoscrivere simili strumenti, che spesso nascondono insidie molto pericolose per il piccolo risparmiatore.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fobbligazioni%2Fcoco-bond-caratteristiche-e-rischi-il-core-tier-1-ratio%2F&amp;title=Coco%20bond%2C%20caratteristiche%20e%20rischi.%20Il%20Core%20Tier%201%20ratio" id="wpa2a_10"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fobbligazioni%2Fcoco-bond-caratteristiche-e-rischi-il-core-tier-1-ratio%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Calcolare Imu, come fare. Aliquote e adempimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 04:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMMOBILI]]></category>
		<category><![CDATA[Calcolare Imu 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Calcolare Imu sarà davvero abbastanza complicato, ma il vero problema per il 2012 sarà il saldo finale Per calcolare Imu sarà indispensabile sapere se il proprio immobile è soggetto o meno a tale tassa. Ne restano, infatti, esentati, anche se si tratta di pochissimi casi, gli immobili rurali strumentali collocati nei comuni montani. Occorrerà poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>Calcolare Imu sarà davvero abbastanza complicato, ma il vero problema per il 2012 sarà il saldo finale</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="calcolare_imu" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/calcolare-imu-1.jpg" alt="" width="180" height="110" />Per calcolare Imu sarà indispensabile sapere se il proprio immobile è soggetto o meno a tale tassa. Ne restano, infatti, esentati, anche se si tratta di pochissimi casi, gli immobili rurali strumentali collocati nei comuni montani.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Occorrerà poi conoscere la rendita catastale, scritta sul rogito, ponendo attenzione alla sua non attendibilità se l’immobile è di costruzione precedente al 1992. In ogni caso per trovarla, bastano codice fiscale e identificativi catastali presenti nel rogito e andare sul sito dell’<a rel="nofollow" href="http://www.agenziaterritorio.it/"><span style="color: #008000;"><strong>Agenzia del Territorio</strong></span></a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Dopo avere individuato la rendita catastale, per calcolare Imu l’imponibile bisognerà moltiplicarla per 160 se si tratta di abitazione, magazzini, box auto, tettoie e depositi; per 60 se si tratta di alberghi, teatri, fabbriche; per 80 se si tratta di uffici; per 55 se si tratta di negozi e 140 se si tratta di laboratori artigianali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La base imponibile per calcolare Imu avrà degli abbattimenti del<span id="more-11379"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">50% se si tratta di fabbricati inagibili o di edifici storico artistici. Per i terreni è prevista una franchigia di 6 mila euro per gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti. L’imposta viene ridotta dal 70 al 25% a scalare rispetto al crescere del valore imponibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per quanto riguarda le aliquote, calcolare Imu è più difficile. Alla base imponibile vanno applicate aliquote, a seconda dei tipi di fabbricati, dal 2 al 10,6 per mille. Nel 2012 l’acconto sarà pagato in base ad aliquote di legge: lo 0,4% per l’abitazione principale e lo 0,76% per il restante. Per l’abitazione principale il pagamento sarà frazionato per un terzo il 18 giugno, un terzo il 16 settembre e il saldo il 17 dicembre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per la prima casa, dove abita il proprietario con la sua famiglia, è prevista una detrazione dall’imposta di 200 euro, cui si aggiungono altri 50 per ogni figlio convivente, fino ad un massimo di 8. Per i prossimi anni l’Imu sarà pagata in due rate di pari importo, il 16 giugno ed il 16 dicembre di ogni anno, ogni volta con due versamenti separati per Stato e Comune.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per quanto riguarda le abitazioni principali  la tassa va interamente al Comune. Per gli altri immobili, dall’Imu totale va separata una quota pari allo 0,38% della base imponibile complessiva, che sarà destinata allo Stato e il restante al Comune.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Comunque il vero problema per calcolare Imu per il 2012 sarà il saldo finale, in quanto le aliquote comunali potrebbero essere definite solo il 10 dicembre, cioè 7 giorni prima del versamento stabilito per il 17 dicembre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #0000ff;">Fonte: professionefinanza.com</span></em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fimmobili%2Fcalcolare-imu-come-fare-aliquote-e-adempimenti%2F&amp;title=Calcolare%20Imu%2C%20come%20fare.%20Aliquote%20e%20adempimenti" id="wpa2a_12"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fimmobili%2Fcalcolare-imu-come-fare-aliquote-e-adempimenti%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Bot a 6 mesi, asta con rendimenti in salita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[TITOLI DI STATO]]></category>
		<category><![CDATA[Bot]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda per i Bot a 6 mesi è stata alta ma i rendimenti sono ritornati ai livelli di gennaio Ieri il Tesoro è tornato sul mercato primario, per rifinanziarsi con BoT a 6 mesi per un controvalore di 8,5 miliardi. La domanda per i nostri titoli pubblici è stata abbastanza alta, pari a 14,5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>La domanda per i Bot a 6 mesi è stata alta ma i rendimenti sono ritornati ai livelli di gennaio</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="asta_bot_a_6_mesi" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/asta_bot_a_6_mesi-1.jpg" alt="" width="192" height="120" />Ieri il Tesoro è tornato sul mercato primario, per rifinanziarsi con BoT a 6 mesi per un controvalore di 8,5 miliardi. La domanda per i nostri titoli pubblici è stata abbastanza alta, pari a 14,5 miliardi. Tuttavia, nemmeno le alte richieste hanno impedito che si verificasse quanto già previsto dagli analisti, ossia un ennesimo rialzo dei rendimenti, che da un mese a questa parte sembra essere una costante. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">I tassi medi lordi sono cresciuti all&#8217;1,772%, dall&#8217;1,119% di marzo. Circa 66 centesimi in più, frutto delle tensioni riaffacciatesi sui mercati finanziari e captate anche sul mercato secondario, dove lo spread, il differenziale decennale tra i nostri Btp e i Bund tedeschi, è ritornato in zona 400 punti, dopo una discesa agli inizi di marzo fino a 278 punti.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Rispetto a quanto quotava il BoT a 6 mesi sul &#8220;grey market&#8221;, il tasso offerto all&#8217;asta è<span id="more-11367"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">stato superiore di una quindicina di punti base, mentre le attese erano per un rendimento anche in zona 1,9-2%.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><a rel="nofollow" href="http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/operazioni/titoli/collocamenti/risultati/2012/BOT/ASTA_BOT_2012.pdf"><strong><span style="color: #008000;">A marzo i Bot</span></strong></a> a 6 mesi erano scesi ai minimi da settembre 2010, mentre l&#8217;asta di ieri ci ha fatti ripiombare ai livelli di gennaio, sebbene distanti dai massimi di novembre, quando il semestrale era esploso a rendimenti oltre il 6%.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Alla comunicazione dei dati odierni, il mercato secondario ha reagito con un allargamento dello spread sui dieci anni, tornato a 400 punti, dopo un&#8217;apertura in calo a 390, dovuta essenzialmente alla cattiva asta tedesca dei Bund.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Oggi il Tesoro tornerà ad offrire titoli, ma a scadenze più lunghe. In particolare, saranno collocati tra 1,5 e 2,5 miliardi di Btp con scadenza maggio 2017, tra 1,5 e 2,5 miliardi di Btp con scadenza settembre 2022 e titoli off-the-run, con scadenza 15 aprile 2016 e febbraio 2019. Questi ultimi ammonteranno complessivamente da 750 milioni a 1,25 miliardi, portando il collocamento totale dell&#8217;asta fino a un massimo di 6,25 miliardi. Quanto alla domanda, c&#8217;è un relativo ottimismo, dato dal fatto che lunedì scadranno bond per un valore di 9,5 miliardi, il ché dovrebbe auto-alimentare le richieste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Anche in questo caso ci si attende, però, una risalita dei rendimenti, mentre è difficile fare previsioni a lungo, per via dello scenario incerto e mutevole sui mercati. Quel che sappiamo è che il Tesoro avrà ancora bisogno di rifinanziarsi sul mercato per altri 270 miliardi entro la fine dell&#8217;anno, di cui 120 miliardi sono titoli su scadenze medio-lunghe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ricordiamo ai risparmiatori che nonostante il cambiamento della normativa sulla tassazione delle rendite finanziarie, i rendimenti dei titoli di Stato continueranno ad essere tassati con aliquota agevolata del 12,5%.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fnews%2Fbot-a-6-mesi-asta-con-rendimenti-in-salita%2F&amp;title=Bot%20a%206%20mesi%2C%20asta%20con%20rendimenti%20in%20salita" id="wpa2a_14"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fnews%2Fbot-a-6-mesi-asta-con-rendimenti-in-salita%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Investire in beni rifugio per diversificare parte del proprio capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 17:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[INVESTIMENTI ALTERNATIVI]]></category>
		<category><![CDATA[MATERIE PRIME O COMMODITY]]></category>
		<category><![CDATA[ORO - DIAMANTI - OPERE D'ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[Beni rifugio]]></category>

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		<description><![CDATA[Investire in beni rifugio significa per il risparmiatore cautelarsi nei momenti di instabilità dei mercati, conservando nel tempo il valore dell&#8217;investimento effettuato, con la possibilità di ottenere anche un buon margine di guadagno Come tutti gli altri investimenti, anche i beni rifugio sono soggetti alle leggi imposte dal mercato, per cui i prezzi salgono e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><em>Investire in beni rifugio significa per il risparmiatore cautelarsi nei momenti di instabilità dei mercati, conservando nel tempo il valore dell&#8217;investimento effettuato, con la possibilità di ottenere anche un buon margine di guadagno</em></span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="investire_in_beni_rifugio" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/investire_in_beni_rifugio-1.jpg" alt="" width="169" height="150" />Come tutti gli altri investimenti, anche i beni rifugio sono soggetti alle leggi imposte dal mercato, per cui i prezzi salgono e scendono in relazione alla domanda e all&#8217;offerta.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Quando si parla di investire in beni rifugio si pensa subito all&#8217;<strong>oro</strong>. La crisi finanziaria europea ed il timore di un crollo dell&#8217;impalcatura dell&#8217;euro ne hanno fatto schizzare le quotazioni, con una tendenza marcata negli ultimi 8-9 anni ad una crescita molto sostenuta per effetto di vari fattori anche di tipo geo-politico.</span><br />
<span style="color: #0000ff;">Oggi l&#8217;oro quota intorno a 1.643 dollari l&#8217;oncia, ma non si tratta dei massimi raggiunti, visto che alla fine del 2011 era trattato sopra i 1.900 dollari. Per capire l&#8217;importanza di un investimento in lingotti, basti pensare che chi ha investito in questo bene prezioso solo 5 anni fa, nell&#8217;aprile 2007, lo ha fatto ad una quotazione intorno ai 650 dollari l&#8217;oncia, esattamente mille dollari in meno del valore attuale. In termini percentuali, la resa è del 153%, cioè un rendimento medio annuo composto di oltre il 20%. Nello stesso periodo sono crollate le borse, e svariati titoli con tripla A sono stati decimati. </span><br />
<span style="color: #0000ff;">Molti si domandano se ancora conviene investire in oro: con le prospettive negative dei mercati, il caso irrisolto della Grecia ma anche dello stesso debito americano, investire in beni rifugio come l&#8217;oro può ancora essere considerato interessante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Oltre ai metalli preziosi (oro e diamanti), se si vuole investire in beni rifugio si può<span id="more-11351"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">impiegare una parte del proprio capitale in <strong>opere d&#8217;arte</strong>, che hanno come caratteristica l&#8217;impossibilità di replicarne sul mercato con la creazione di strumenti finanziari. Ovviamente, il valore tende a conservarsi o salire nel tempo, a condizione che al momento dell&#8217;acquisto si sia certi di non avere sopravvalutato il costo dell&#8217;opera in questione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Storicamente, anche alcuni <strong>titoli di Stato esteri</strong> sono utilizzati per investire in beni rifugio nei momenti di tensione dei mercato. Lo sono i Treasuries, ossia i bond americani, nonchè i Bund tedeschi. Essi offrono rendimenti molto bassi (gli Euro Schatz tedeschi a 12 mesi hanno rendimenti addirittura negativi), ma garantiscono in genere il valore dell&#8217;investimento effettuato. Tuttavia, non sono privi degli stessi rischi a cui sono esposti anche gli altri bond, oltre che a fattori macroeconomici, come l&#8217;inflazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per investire in beni rifugo ci si può senz&#8217;altro rivolgere anche alle <strong>valute</strong>, per le quali valgono le stesse considerazioni per i bond pubblici. Il dollaro funge storicamente da valuta di riserva e, pertanto, acquistare titoli o beni in dollari può servire a mantenere inalterato il valore del proprio investimento. Ma in questo caso il rischio è che, a fronte di una buona performance della divisa americana, scenda il prezzo del bene su cui si è investito. Anche in caso di investimento puramente valutario, sottolineiamo come non esista in teoria moneta al mondo che possa garantire un rifugio sicuro. <a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Bretton_Woods"><span style="color: #008000;"><strong>Bretton Woods</strong></span></a> insegna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Chiudiamo con gli investimenti nel <strong>mattone</strong>. Rappresentano un rifugio non solo sicuro per il risparmiatore italiano, ma anche gradito, trattandosi di un bene di cui si può godere in modo tangibile. Contrariamente al trend storico italiano di una crescita quasi ininterrotta dei prezzi immobiliari, le ultime previsioni parlano di un rischio crollo, fino al 20%, dei valori a breve (entro fine 2012). Inoltre, l&#8217;imposizione di una maggiore tassazione su di essi potrebbe comportare un abbassamento dei prezzi anche nel medio lungo termine, sebbene il problema riguarderebbe chi già possiede un immobile, non già chi lo acquisterebbe ai prezzi attuali, che inizierebbero già a scontare l&#8217;effetto IMU.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Vorremmo segnalare infine un interessante <a rel="nofollow" href="http://www.bancaemercati.com/Convegno/Invito-Convegno-Banca&amp;Mercati-7-maggio-2012.pdf"><span style="color: #008000;"><strong>convegno organizzato da Banca&amp;Mercati</strong></span></a> per il 7 maggio prossimo, rivolto a chi è interessato al mercato degli investimenti alternativi ed in particolare ai privati che desiderano investire in beni rifugio una parte del proprio capitale: dall’oro alle valute e dalle opere d’arte agli immobili.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fmaterie-prime-o-commodity%2Finvestire-in-beni-rifugio-per-diversificare-parte-del-proprio-capitale%2F&amp;title=Investire%20in%20beni%20rifugio%20per%20diversificare%20parte%20del%20proprio%20capitale" id="wpa2a_16"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fmaterie-prime-o-commodity%2Finvestire-in-beni-rifugio-per-diversificare-parte-del-proprio-capitale%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Guidare a 17 anni: attenzione alla polizza auto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 15:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[ASSICURAZIONI AUTO]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Patente a 17 anni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si potrà guidare a 17 anni ma con a fianco una persona designata con patente A1 Da lunedi prossimo, 23 aprile, anche i minorenni potranno mettersi al volante di un&#8217;auto: grazie all’introduzione della “guida accompagnata”, si potrà guidare a 17 anni, a patto che sia affiancato da una persona designata che abbia già la patente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em><span style="color: #008000;">Si potrà guidare a 17 anni ma con a fianco una persona designata con patente A1<br />
</span></em></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="guidare_a_17_anni" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/guidare_a_17_anni-1-1.jpg" alt="" width="179" height="139" />Da lunedi prossimo, 23 aprile, anche i minorenni potranno mettersi al volante di un&#8217;auto: grazie all’introduzione della <strong>“guida accompagnata”</strong>, si potrà guidare a 17 anni, a patto che sia affiancato da una persona designata che abbia già la patente A1 per motocicli. Grazie a questo nuovo provvedimento i giovani potranno entrare in contatto con la guida con un pò di anticipo e potranno dunque prepararsi al meglio all’esame per la patente. Prima di questo grande passo è bene però accertarsi che l’<a rel="nofollow" href="http://assicurazione-auto.supermoney.eu/"><span style="color: #008000;"><strong>assicurazione auto</strong></span></a> copra la guida da parte dei minori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Alcune polizze assicurative prevedono infatti la clausola “Guida Esperta”</strong>, che implica che soltanto i guidatori che hanno la patente da diversi anni possano mettersi al volante del veicolo. Chi ha un’auto assicurata con<span id="more-11341"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">questa opzione non potrà dunque consentire di guidare a 17 anni per fare pratica: il rischio, in caso di incidente provocato dal minore, è che l’assicurazione non effettui alcun <a rel="nofollow" href="http://assicurazione-auto.supermoney.eu/risarcimento-danni/"><span style="color: #008000;"><strong>risarcimento danni</strong></span></a> o eserciti il diritto di rivalsa sull’assicurato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Lo stesso vale per chi ha sottoscritto una <a rel="nofollow" href="http://assicurazione-auto.supermoney.eu/polizza-assicurativa/"><span style="color: #008000;"><strong>polizza assicurativa</strong></span></a> con la clausola <strong>“Guida Esclusiva”</strong>, che di fatto assicura un unico guidatore e non prevede la possibilità che altri si mettano al volante, e tanto meno dare la possibilità di guidare a 17 anni. Chi vuole affiancare un minorenne nei suoi primi passi su quattro ruote, dovrà quindi assicurarsi di avere un’assicurazione auto adeguata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Un’altra condizione indispensabile perchè si possa iniziare a guidare a 17 anni è la frequenza di <strong>un corso di scuola guida di almeno 10 ore, di cui 2 in visione notturna e 4 tra autostrada e strade extraurbane.</strong> Solo dopo aver concluso il ciclo di lezioni, il ragazzo potrà sperimentare la guida, naturalmente solo se accompagnato da un guidatore esperto.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fnews%2Fguidare-a-17-anni-attenzione-alla-polizza-auto%2F&amp;title=Guidare%20a%2017%20anni%3A%20attenzione%20alla%20polizza%20auto" id="wpa2a_18"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fnews%2Fguidare-a-17-anni-attenzione-alla-polizza-auto%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Pronti contro termine: rischi, tassazione, imposta di bollo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrinvest</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRONTI CONTRO TERMINE]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronti contro termine, assoggettati alla imposta di bollo come strumenti finanziari I Pronti contro termine sono una operazione finanziaria, che consiste nella vendita di un quantitativo di titoli (obbligazioni, titoli di Stato) da parte di una banca ad un certo prezzo, con quest&#8217;ultima che si impegna a riacquistare a una certa data (a termine) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em><span style="color: #008000;">Pronti contro termine, assoggettati alla imposta di bollo come strumenti finanziari</span></em></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" title="pronti_contro_termine" src="http://i900.photobucket.com/albums/ac208/mrinvest/pronti_contro_termine-1.jpg" alt="" width="175" height="131" />I Pronti contro termine sono una operazione finanziaria, che consiste nella vendita di un quantitativo di titoli (obbligazioni, titoli di Stato) da parte di una banca ad un certo prezzo, con quest&#8217;ultima che si impegna a riacquistare a una certa data (a termine) e ad un certo prezzo (più alto) gli stessi titoli prima ceduti. Di solito si tratta di una operazione di breve termine, mediamente di un paio di mesi (per grosse cifre anche di qualche giorno), ma non oltre un anno.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Questa operazione consente all&#8217;Istituto di ottenere una certa liquidità, smobilizzando il proprio portafoglio titoli, mentre per il risparmiatore si tratta di un modo semplice per investire liquidità a breve termine. La remunerazione è data dalla differenza tra il prezzo di vendita e quello iniziale di acquisto. Chi acquista un Pronti contro termine, dunque, conosce sin dall&#8217;inizio il rendimento del suo investimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Tuttavia, forse non tutti sanno che i Pronti contro termine presentano dei rischi:<span id="more-11270"></span> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">di emissione e di controparte (<a rel="nofollow" href="http://www.investireinformati.com/pronti-contro-termine/pronti-contro-termine-rischi-garanzie/"><span style="color: #008000;"><strong>Vedi articolo su rischi e garanzie</strong></span></a>). Il primo è quello di un eventuale fallimento del soggetto che ha emesso i titoli sottostanti (lo Stato, la banca emittente o altra banca o società); il secondo è il possibile fallimento della banca che ha stipulato il contratto, cosa assai rara in Italia. Inoltre i Pronti contro termine non godono della garanzia prevista dal <a rel="nofollow" href="http://www.fitd.it/"><span style="color: #008000;"><strong>Fondo interbancario di tutela dei depositi</strong></span></a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">A partire dal 1 gennaio 2012 è cambiata l&#8217;aliquota di tassazione del rendimento dei Pronti contro termine. Passa dal 12,5% al 20%, con una precisazione: l&#8217;aliquota del 20% viene applicata sulla differenza tra il prezzo a scadenza e quello iniziale, anche se il sottostante è composto da titoli di Stato; l&#8217;aliquota del 12,50% continua ad essere calcolata sugli interessi maturati, solo se il sottostante è composto da titoli di Stato, mentre è del 20% su qualsiasi altro tipo di sottostante.</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> Coloro che hanno optato per la tassazione in sede dichiarativa, dovranno chiedere l&#8217;affrancamento delle vecchie e minori aliquote, quando nel 2012 presenteranno la dichiarazione dei redditi, onde evitare di dovere pagare il 20% anche per i rendimenti maturati entro il 31 dicembre. Per chi aveva optato per il risparmio amministrato, ha dovuto chiedere l&#8217;affrancamento alla Sim entro il 2 aprile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per ciò che riguarda l&#8217;imposta di bollo, la manovra finanziaria, introducendo l&#8217;imposta sui depositi titoli, ha esteso a tutti gli strumenti finanziari, anche se non ne fanno parte (e i Pronti contro termine non sono strumenti finanziari), una aliquota dello 0,10%, con un minimo di 34,20 euro ed un massimo di 1.200 euro, questo soltanto per il 2012. Dal 2013 l’aliquota applicata sarà dello 0,15%, con un minimo di 34,20 euro e senza il tetto massimo. Dunque, anche i Pronti contro termine sono soggetti a detta imposta.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fpronti-contro-termine%2Fpronti-contro-termine-rischi-tassazione-imposta-di-bollo%2F&amp;title=Pronti%20contro%20termine%3A%20rischi%2C%20tassazione%2C%20imposta%20di%20bollo" id="wpa2a_20"><img src="http://www.investireinformati.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a></p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.investireinformati.com%2Fpronti-contro-termine%2Fpronti-contro-termine-rischi-tassazione-imposta-di-bollo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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