INVESTIRE INFORMATI

- NEWS DI ECONOMIA E FINANZA - INFORMAZIONI SU RISPARMIO, INVESTIMENTI, FINANZIAMENTI, MUTUI, PREVIDENZA

ETC (Exchange Traded Commodity), investire sulle materie prime. Strumenti finanziari utili per diversificare, ma presentano dei rischi

(Prima parte)
Sul mercato ETFplus sono quotati, oltre che 415 Etf, anche 67 Etc (Exchange traded commodity), quelli cioè specializzati sulle materie prime (in inglese “commodity”). Gli Etc non sono OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio, comprendenti i Fondi comuni e le Sicav) come gli Etf, ma sono invece obbligazioni senza scadenza che replicano un investimento diretto in un paniere di materie prime o in contratti derivati (future) su materie prime.

L’andamento di questi titoli è pertanto legato all’andamento delle materie prime sottostanti, come la quotazione di un Etf è legata al valore dell’indice o del paniere di titoli a cui fa riferimento. Come gli Etf, gli Etc sono negoziati in Borsa ed hanno commissioni di gestione contenute.

Dunque, attraverso gli Etc i risparmiatori hanno la possibilità di investire nel mercato delle materie prime o commodity (caffè, gas, zucchero, oro, petrolio, ecc.). Riteniamo gli Etc strumenti finanziari utili a diversificare il proprio portafoglio. Chi compra un Etc non deve ricorrere direttamente ai contratti future, i quali presuppongono diverse problematiche tecniche come le scadenze e l’effetto leva, oltre ad una buona conoscenza dei mercati di riferimento. Inoltre, al contrario di un contratto future, la perdita massima è pari all’investimento iniziale.

Un altro vantaggio degli Etc è dato dalla possibilità di investire nel mercato delle materie prime senza preoccuparsi di gestire gli oneri della consegna fisica del sottostante. Immaginiamo, per esempio, di voler investire sul petrolio o sul grano. Se l’investimento fosse materiale, occorrerebbe essere dotati di una cisterna per il petrolio e di un silos per il grano, impensabile per un piccolo risparmiatore.

Gli Etc sono sempre più utilizzati sia da parte dei gestori di patrimoni, sia da parte dei piccoli investitori. Questo è dovuto soprattutto alla grossa richiesta da parte dei due nuovi colossi emergenti come Cina e India, che ha prodotto di conseguenza un fenomeno di rialzo delle quotazioni di quasi tutte le materie prime.

La crisi finanziaria del 2008, che ha minacciato la stabilità e la solidità dei più grandi gruppi bancari del mondo, ha attirato l’attenzione di moltissimi investitori sul bene rifugio per eccellenza, cioè l’oro. Tra gli Etc più negoziati, infatti, troviamo quelli auriferi ma anche quelli petroliferi.

In definitiva, possiamo dunque ritenere gli Etc strumenti di diversificazione del risparmio che offrono buone opportunità, soprattutto perchè le materie prime, in linea generale, non sono strettamente correlate con i principali mercati di investimento come quello azionario, obbligazionario e monetario.

Ma presentano dei rischi. Gli Etc replicano direttamente le quotazioni delle materie prime su cui sono specializzati, ma spesso hanno strutture complesse e inoltre presentano il rischio dell’emittente. Infatti la loro qualità dipende anche da chi li costruisce, li offre al pubblico e garantisce il loro rimborso. Occorre prestare attenzione poi al fattore cambio.

Analizzeremo questi aspetti e altro nel prossimo articolo.
(Segue seconda parte)

Updated: 6 agosto 2014 — 15:38

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INVESTIRE INFORMATI © 2014 Frontier Theme