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Meglio comprare Etf o Fondi comuni di investimento tradizionali a gestione attiva?

Una delle caratteristiche principali degli Etf è la gestione passiva, che, come abbiamo già visto, consiste nel replicare esattamente la composizione ed il rendimento del proprio benchmark, cioè dell’indice di mercato di riferimento. I Fondi comuni di investimento tradizionali sono invece a gestione attiva, dove il gestore compra e vende titoli e  strumenti finanziari, avendo come obiettivo quello di battere il benchmark in termini di rendimento, oppure, a parità di rendimento, di abbassare il rischio dell’investimento.

Vediamo le differenze e la convenienza di comprare Etf o Fondi comuni di investimento tradizionali:

– Gli Etf sono in grado di offrire un alto livello di trasparenza e di flessibilità, perchè permettono di monitorare costantemente l’andamento del proprio investimento, dato che la loro quotazione viene data in tempo reale nel mercato di Borsa ETFplus come fosse un titolo azionario. Nel caso dei fondi comuni, invece, la valorizzazione delle quote avviene soltanto a fine seduta di Borsa, e la sua comunicazione agli organi di stampa nei due giorni lavorativi successivi. Per la valorizzazione delle quote acquistate o vendute passano alcuni giorni, il che potrebbe rappresentare un handicap per il risultato dell’investimento. Per cui operare con gli Etf consente di ridurre al minimo i tempi morti tra la decisione di investimento e lo smoblizzo, evitando così di perdere interessanti opportunità di profitto.

– Profilo commissionale. La gestione attiva praticata dai fondi comuni presuppone oneri e spese sostenuti dal gestore per la ricerca e le analisi dei titoli da comprare, in modo da poter offrire ai propri sottoscrittori un rendimento aggiuntivo rispetto al benchmark. Molti fondi sono soggetti a spese di entrata e, dove previsto, anche di uscita e di performance. Questo non succede negli Etf, perchè l’assenza del gestore nella scelta dei titoli permette ai sottoscrittori di entrare e uscire senza pagare spese. Anche le spese di gestione sono abbastanza accessibili. Infatti, se, per esempio, un fondo azionario italiano tradizionale costa anche più del 2% l’anno, per un Etf che copia l’andamento dell’indice FTSE MIB basta lo 0,50%.

– Ricordiamo che pochi gestori di fondi comuni azionari a gestione attiva riescono a battere il benchmark (solo il 20% circa), mentre quasi tutti gli Etf obbligazionari riescono ad ottenere un rendimento superiore ai fondi comuni obbligazionari, grazie anche alle minori commissioni che fanno pagare.

– Sembra difficile trovare qualche difetto negli Etf. Eppure chi sceglie di utilizzarli deve valutare attentamente quelli che possono diventare degli handicap, soprattutto se le cifre investite sono molto ridotte. Per comprare gli Etf, infatti, bastano anche 100 euro. Per acquistarli, come per le azioni, occorre pagare una commissione di trading, e per conservarli occorre aprire un dossier titoli in banca, anche online, pagando le spese di tenuta titoli. I fondi tradizionali, invece, non hanno necessità del dossier titoli perchè sono conservati presso la banca depositaria.

In conclusione, possiamo affermare che comprare Etf è in generale più conveniente rispetto ai fondi comuni di investimento tradizionali. Chiaramente, per evitare amare sorprese, come per ogni investimento, soprattutto azionario, è sempre bene conoscere il prodotto nelle sue caratteristiche e rispettare il proprio profilo di rischio.

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