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ETF (Exchange Traded Fund), come possono essere utilizzati nella gestione di un investimento

I tre grandi emittenti al mondo di Etf sono di appartenenza bancaria: Lyxor di Société Générale, Db x-trackers di Deutsche Bank e iShares di Barclays Bank.

Gli Etf, per le caratteristiche uniche che li contraddistinguono, sono uno degli strumenti finanziari più utilizzati, sia dagli investitori istituzionali (banche e compagnie di assicurazione) nella gestione dei propri patrimoni, sia dagli investitori retail (piccoli risparmiatori).

Vediamo come possono essere utilizzati nella gestione di un investimento:

– Essendo uno strumento innovativo, trasparente ed economico, possono trovare impiego all’interno delle gestioni di singoli patrimoni, oltre che in strategie di asset allocation. Sono infatti un ottimo strumento di diversificazione degli investimenti, e riducono il rischio del portafoglio.

– Rappresentano una valida alternativa ai fondi comuni indicizzati ed a quelli a gestione attiva (visto che questi nella maggioranza dei casi, non riescono a battere il benchmark). Spesso infatti registrano performance migliori. Per esempio, quasi tutti i fondi obbligazionari sono “battuti” dagli Etf obbligazionari, mentre i fondi azionari che riescono a battere il proprio benchmark sono meno del 20%.

– Essendo quotati in Borsa in tempo reale, il piccolo investitore può acquistarli anche per fare del trading, come una qualsiasi azione, visto che il lotto minimo di negoziazione è pari ad una singola quota e per il fatto che i costi sono gli stessi previsti per le azioni.

– La semplicità di utilizzo e i bassi costi di negoziazione e di gestione, consentono di utilizzare gli Etf anche per la costruzione di un piano di accumulo attraverso versamenti periodici automatici anche di modesta entità (è consigliabile farlo online). Per la modalità dei piani di accumulo, nel lungo termine, è preferibile scegliere Etf azionari ad accumulazione, cioè che non distribuiscono dividendi, ma li reinvestono in modo automatico. Questo, per non essere tentati di spenderli e per non pagare più volte le commissioni e le spese di acquisto previste dalla banca.

– Essendo molto basso il peso percentuale del mercato azionario italiano rispetto alla capitalizzazione mondiale di tutte le Borse, è consigliabile diversificare gli investimenti azionari acquistando Etf che replicano gli indici europei, come per esempio il Dax, l’indice di Borsa tedesco, o l’indice dell’eurozona, l’Euro Stoxx 50. Inoltre, visto il peso e l’importanza dei mercati azionari americano, giapponese e inglese, si potrebbero acquistare anche Etf che replicano questi mercati, tenendo conto però del rischio di cambio. Infatti, anche se questi Etf sono quotati nella Borsa italiana e negoziati in euro, l’indice replicato è denominato in valuta straniera. Da precisare che il prezzo che si forma in Borsa, comprende sia l’indice replicato che il tasso di cambio.

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