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Crisi banche, segnali di ripresa dei principali gruppi bancari italiani

Crisi banche. Colossi come Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno evidenziato nel primo trimestre 2013 utili in miglioramento che fanno ben sperare

La crisi finanziaria verificatasi negli ultimi anni ha reso il nostro sistema finanziario più fragile e sottoposto a forti speculazioni, e questo per una gestione non del tutto efficiente e per la “tassa” ulteriore dovuta alle diffidenze degli investitori sul nostro rischio Paese. Il che inevitabilmente ha prodotto una crisi banche, le quali dei titoli di Stato sono le maggiori finanziatrici.
Negli ultimi anni, inoltre, i conti di molti gruppi bancari si sono rivelati in disordine, portando così a riorganizzazioni interne o a fusioni di molti istituti per ottenere maggiore solidità, anche a fronte delle nuove e


stringenti norme in materia di Core Tier 1 ratio, introdotte con Basilea 3 con lo scopo di garantire la maggiore solvibilità delle banche.
Detto questo, delle forti perdite a livello di capitalizzazione subite dai mercati finanziari e della grave crisi banche, è una fatto che i numeri dei principali gruppi bancari, presentati nell’ultimo periodo e relativi al primo trimestre dell’anno in corso, mostrano qualche timido segnale di ripresa.

Il gruppo Unicredit ha mostrato un miglioramento degli utili, saliti a 449 milioni di euro, dovuto in buona parte all’ottima performance registrata in Europa centro-orientale, dove il gruppo (primo degli italiani all’estero) conta numerosi sportelli, ma anche grazie ad una leggera ripresa interna. Inoltre le quote tornate per gran parte nelle mani di grandi investitori nazionali lasciano ben sperare per il futuro.

Bene anche i numeri di Intesa Sanpaolo, primo gruppo in Italia, che ha riportato un risultato netto consolidato positivo per 306 milioni di euro ed un incremento del Core Tier 1 ratio pari all’11,3%.

Infine, numeri positivi, anche se leggermente contrastanti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per Mediobanca e Mediolanum, che hanno conseguito un utile rispettivamente di 37 e 136 milioni di euro. Discorso diverso per Banco Popolare e Monte dei Paschi di Siena (che risente anche delle recenti note vicende), che sono state coinvolte in modo più incisivo dalla crisi banche, e che fanno ancora fatica a riemergere dagli ultimi conti, ma che tuttavia risentiranno anch’esse della leggera ripresa che si avverte dal punto di vista finanziario.

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