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Crescono i costi dei conti correnti

Le banche spendono di più per far fronte alla difficile situazione e, come risposta, aumentano i tassi di interesse sui mutui (nonostante un livello dei termini di riferimento ai minimi storici) e i costi dei conti correnti. È quanto sembra stia avvenendo in queste settimane, con alcuni istituti di credito che per finanziare il Fondo nazionale di risoluzione intervenuto al sostegno degli istituti che stavano fallendo – si legge sul Corriere della Sera – avrebbero incrementato i costi e le commissioni dei conti.

Lo stesso quotidiano sottolinea come gli aumenti siano per ora limitati ad alcuni casi, come quello del Banco Popolare, ma potrebbero estendersi anche ad altre parti del sistema, valutato che ci sono istituti di credito che stanno aumentando i costi dei depositi anche per altri motivi. Sempre secondo quanto riportava il quotidiano, Ubi starebbe aumentando i costi poiché deve finanziare maggiormente il Fondo interbancario, l’altro strumento alimentato da tutto il sistema bancario, che serve a tutelare i conti correnti dei propri clienti per i saldi fino a 100 mila euro, in caso di fallimento della banca. CheBanca!, del gruppo Mediobanca, per il Corriere starebbe invece alzando le spese per via delle aumentate commissioni interbancarie sulle carte di credito, così come Unicredit.

È lo stesso quotidiano a ricordare che una delle poche banche in controtendenza sarebbe Intesa Sanpaolo. “Noi non lo facciamo e non lo faremo. Nessun costo per questo intervento verrà imputato ai clienti” – ha dichiarato il presidente Gian Maria Gros Pietro, in audizione alla Camera il 28 settembre, riferendosi alle commissioni per rientrare dell’esborso per il Fondo di risoluzione. Il gruppo ha comunque già incrementato gli oneri sui costi dei conti correnti, che erano stabili da anni, nel corso del primo semestre (+35 per cento da gennaio l’Indicatore sintetico di costo annuo del Conto Facile a 115,8 euro), ma con una decisione che è riconducibile ad altre cause (le carte di credito, come Unicredit e CheBanca!).

Insomma, i costi bancari stanno tornando a crescere, con gli istituti di credito che sembrano girare sui correntisti i maggiori oneri che devono sopportare per l’accesso ad alcuni strumenti. Una tendenza che difficilmente potrà essere rallentata e arginata, e che potrebbe dunque costituire uno sgradevole approdo al prossimo 2017…

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