Archivi per la categoria ‘RATING’
Titoli di Stato, offrono ancora sicurezza Bot e Btp in un contesto politico ed economico fragile?
I recenti declassamenti da parte delle Agenzie di rating Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings nei confronti dell’Italia, con i tagli del rating sul debito pubblico, hanno prodotto non solo scossoni nei mercati azionari, ma anche in quelli obbligazionari. I tassi di interesse dei titoli di Stato italiani sono lievitati e sarà difficile che ritornino ai livelli pre-crisi in tempi brevi. Il taglio del rating ha portato l’Italia ad essere un Paese, non proprio sull’orlo del baratro, ma non più ritenuto solido e sicuro come lo era prima.
La situazione attuale rimarrà tale ancora per molto tempo, e prima che il differenziale tra tassi italiani e tassi tedeschi (lo spread tra il Btp e il Bund tedesco con scadenza dieci anni), che oggi è di 355 punti (dopo aver raggiunto il picco di 413 il 4 agosto), possa ritornare ai livelli di qualche mese fa (intorno ai 250 punti), ripetiamo, passerà molto tempo.
Che conseguenze porterà in pratica questa sorta di stallo dei tassi? Che la Borsa sarà Leggi il resto di questo articolo »
Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings, le Agenzie di rating in conflitto di interessi ma con un potere enorme e incontrollato
Negli ultimi mesi le Agenzie di rating hanno tenuto banco nel sistema finanziario internazionale. I loro continui declassamenti dei titoli di Stato nonchè di aziende e banche dei vari Paesi dell’Eurozona, ultimi quelli dell’Italia, hanno comportato dei disastri, con crolli di Borsa e dei prezzi delle obbligazioni (con correlativo aumento dei rendimenti) molto pesanti.
Le Agenzie di rating esistono da un secolo, ma in effetti le loro attività sono conosciute dalla massa dei risparmiatori da circa dieci anni a questa parte. Nel mondo ne esistono oltre cento, ma quelle che contano e che hanno peso sono solo tre: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. Le prime due coprono il 40% circa ciascuna del mercato, la terza il 15%. Per dare meglio l’idea del loro potere, possiamo dire che i giudizi che esprimono ogni anno riguardano titoli per un ammontare superiore a 30mila miliardi di dollari. I loro guadagni sono enormi: Standard & Poor’s e Moody’s fatturano una media annua di circa 8 miliardi di dollari.
Ma cosa sono i rating? Sono giudizi che queste Agenzie esprimono sulle capacità di un emittente (Azienda o Stato) di ripagare il debito contratto con il mercato. Alle obbligazioni Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni, emissioni record di titoli ad alto rischio (high yield). Siamo in presenza di una bolla speculativa?
Nel 2009 si è assistito al record di emissioni di obbligazioni che hanno offerto dei buoni rendimenti, sia per le cedole staccate nel corso dell’anno sia per il rialzo delle quotazioni, che ha contraddistinto i titoli di Stato e le emissioni societarie. Ma nei primi nove mesi di quest’anno le emissioni di obbligazioni sono diminuite dell’8% rispetto ai picchi del 2009. Potremmo pertanto dire che il mercato si sia “normalizzato”.
Però stiamo assistendo anche allo spostamento del mercato verso il rischio, nel senso che gli investitori stanno puntando sempre più su titoli speculativi, ad alto rischio, cioè sulle emissioni di obbligazioni high yield (con basso rating), che hanno registrato un vero e proprio record. Inoltre le banche stanno spingendo sulle obbligazioni per rimpinguare i loro bilanci (impoveriti dalle perdite sui Leggi il resto di questo articolo »
Corporate bond, le obbligazioni societarie e le precauzioni da prendere. Parmalat insegna…
La legge prevede che la possibilità di raccogliere denaro dal pubblico sia per le banche e per le società. Proprio gli istituti di credito sono i maggiori emittenti di obbligazioni bancarie e fa parte delle operazioni di raccolta. Per quanto riguarda le società, emettere obbligazioni è invece una necessità. Infatti dopo il credito presso le banche, le obbligazioni societarie rappresentano la principale fonte di finanziamento, con condizioni peraltro più favorevoli di quelle bancarie.
La riforma del del diritto societario ha allargato le maglie in questo senso, per due motivi. Il primo è che le società quotate in Borsa non devono più rispettare i vecchi limiti del Codice Civile, in quanto adesso l’importo del bond può superare il patrimonio netto, cioè possono emettere obbligazioni (quindi chiedere un prestito) per una cifra superiore al Leggi il resto di questo articolo »
Valutazione delle obbligazioni, il rating
Il rating è un indicatore, un giudizio che stabilisce l’affidabilità di un debitore a far fronte ai propri impegni. E’ praticamente un “voto” dato da agenzie specializzate dopo aver valutato il merito di credito di un emittente – che può essere uno Stato, un’azienda, una banca – attraverso analisi neutrali, indipendenti e credibili (tutto questo in teoria, perchè non sempre è così). La stima presuppone il livello di rischio dell’emittente e di quantificare la probabilità di far fronte, alle scadenze previste, al pagamento degli interessi e alla restituzione del capitale. Le agenzie di rating più importanti a livello internazionale sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. I loro giudizi sono decrescenti in riferimento all’affidabilità dell’emittente e vanno dalla tripla A alla C o anche D. I rating che vanno Leggi il resto di questo articolo »
Rischio obbligazioni, bond argentini e rating
Generalmente le obbligazioni rappresentano un investimento abbastanza sicuro per il piccolo risparmiatore, perchè il valore di rimborso a scadenza è predeterminato al momento dell’acquisto e non dipende dalle fluttuazioni del mercato. Si tratta, pertanto, di un investimento a basso rischio e basso rendimento.
Tuttavia le obbligazioni, come ogni investimento, non sono completamente esenti da rischio e quindi presuppongono prudenza e consapevolezza, in quanto il cosiddetto emittente (il soggetto che emette l’obbligazione) potrebbe non essere in grado di rimborsare il prestito alla scadenza. A tal proposito è sufficiente ricordare l’episodio di cronaca finanziaria legato ai famigerati bond argentini, i cui Leggi il resto di questo articolo »
I parametri per valutare il rischio di uno Stato: Il CDS, Credit Default Swap
Visto che i rating hanno perso buona parte della fiducia degli investitori, sono nati nuovi parametri, per valutare il rischio di uno Stato, che tengono conto di variabili, prima non considerate, che rendono più accurate le indagini sul merito del credito degli Stati. Prima della crisi, le variabili che venivano prese in considerazione, erano il PIL (Prodotto Interno Lordo – valore complessivo dei beni e servizi prodotti) ed il peso del debito pubblico (debito dello Stato nei confronti di chi ha sottoscritto obbligazioni – quali, in Italia, BOT e CCT – destinate a coprire il fabbisogno finanziario) sullo stesso, oltre al deficit o al surplus del bilancio pubblico. Ma la grande crisi del 2008 ha rivelato l’insufficienza di questi parametri, per quanto fissati anche dal Trattato di Maastricht. Di qui l’esigenza di una lettura più sofisticata delle economie, come ad esempio la differenza tre attività e passività finanziarie, l’entità dei debiti dello Stato ma anche delle Leggi il resto di questo articolo »
I parametri per valutare il rischio di uno Stato: Il Rating è affidabile?
Prima della crisi finanziaria del 2008 il rating era lo strumento più utilizzato dai mercati per valutare l’affidabilità degli emittenti di titoli di debito. Esso veniva emesso da poche società specializzate (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch) ed era considerato uno strumento altamente affidabile e di facile lettura, cui tutti gli operatori del mercato si rivolgevano con la massima fiducia.
Purtroppo però, con l’irrompere della crisi finanziaria, il rating ha dimostrato tutti i suoi difetti. Le agenzie di credito infatti hanno quasi sempre abbassato il voto dopo che i problemi erano già emersi. Inoltre il rating è stato lo strumento che più di ogni altro ha tradito la fiducia dei risparmiatori, dimostrando assenza di trasparenza e affidabilità, parzialità e soprattutto conflitti di interesse delle società che formulavano il rating stesso. Tanto che oggi si può affermare che i rating emessi prima della crisi Leggi il resto di questo articolo »
La crisi della Grecia e i conti pubblici falsificati da Goldman Sachs & C. Esiste il rischio di una seconda grande crisi sistemica?
Secondo un sondaggio di Us General Social Survey, negli Stati Uniti la fiducia nelle banche e nelle altre istituzioni finanziarie, che negli anni Settanta era attorno al 40% e che prima della crisi era ancora attorno al 30%, è andata a picco negli ultimi tre anni, scendendo addirittura al 5%. E’ bene precisare che per le banche la perdita della fiducia dei clienti e degli investitori rappresenta un costo molto alto. Tuttavia, neanche la perdita di reputazione è da freno alle banche. Infatti, si è visto con evidenza che, passata la paura del grande crollo del 2008, le principali banche d’affari anglosassoni, con in testa Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley, hanno ricominciato a macinare utili clamorosi, grazie a operazioni finanziarie speculative sulle materie prime (a partire dal petrolio), sui derivati, sulle valute e quant’altro.
A questo proposito è da ricordare che i governi della Grecia sembra abbiano falsificato per anni le statistiche ufficiali dei conti Leggi il resto di questo articolo »
Agenzie di rating, conflitto di interessi e inattendibilità. Polemiche e critiche contro Moody’s, Fitch Ratings e Standard & Poor’s

Il problema dell’attendibilità delle agenzie di rating è all’ordine del giorno. E non si parla solo di attendibilità, ma anche della loro incapacità, incompetenza e del fatto che sono al servizio di chi li paga, quindi in conflitto di interessi. Non fa neanche pù notizia sapere che l’ennesimo crack aveva goduto, fino a poco tempo prima, di giudizi positivi da parte di Moody’s, Fitch Ratings o Standard & Poor’s. Quello che stupisce è che l’economia e la finanza mondiale siano affidate in mano a società private, controllate da chi conduce le danze sui mercati e quindi ha particolari interessi, e che nessuno faccia nulla. E’ assurdo che economie intere debbano tremare ogni volta che questi signori, dietro i quali ci sono spesso grandi investitori o speculatori, aprono bocca.
Cosa succederà dopo la grande crisi della Grecia (che aveva rating “A”), il salvataggio in extremis dell’euro, la causa della Sec (Securities and Exchange Commission – Commissione per i Titoli e gli Scambi,




