Archivi per la categoria ‘PRONTI CONTRO TERMINE’

Pronti contro termine: rischi, tassazione, imposta di bollo

Pronti contro termine, assoggettati alla imposta di bollo come strumenti finanziari

I Pronti contro termine sono una operazione finanziaria, che consiste nella vendita di un quantitativo di titoli (obbligazioni, titoli di Stato) da parte di una banca ad un certo prezzo, con quest’ultima che si impegna a riacquistare a una certa data (a termine) e ad un certo prezzo (più alto) gli stessi titoli prima ceduti. Di solito si tratta di una operazione di breve termine, mediamente di un paio di mesi (per grosse cifre anche di qualche giorno), ma non oltre un anno.
Questa operazione consente all’Istituto di ottenere una certa liquidità, smobilizzando il proprio portafoglio titoli, mentre per il risparmiatore si tratta di un modo semplice per investire liquidità a breve termine. La remunerazione è data dalla differenza tra il prezzo di vendita e quello iniziale di acquisto. Chi acquista un Pronti contro termine, dunque, conosce sin dall’inizio il rendimento del suo investimento.

Tuttavia, forse non tutti sanno che i Pronti contro termine presentano dei rischi: Leggi il resto di questo articolo »

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Conti di Deposito, offrono rendimenti migliori tra gli investimenti a 12 mesi

Conti di Deposito sono anche semplici e trasparenti

Conti di deposito, Pronti contro termine, Bot, Buoni fruttiferi postali e Fondi comuni di liquidità e Etf sono gli strumenti tipici della gestione della liquidità. Facciamo il punto sul rendimento e sulla tassazione di questi strumenti finanziari, prendendo in esame la scadenza a 12 mesi.

> Conti di Deposito. Sono collocati dalle banche ed in questo momento sono quelli che offrono il rendimento più alto. Possono arrivare anche al 4,80% lordo (3,84% netto), favoriti anche dalla tassazione sugli interessi che dal 1 gennaio 2012 la riforma Monti ha portato dal 27% al 20%. I Conti di Deposito sono arrivati da qualche anno ma hanno riscosso un notevole successo presso i risparmiatori per la loro semplicità e trasparenza. Sono a spese zero (apertura, chiusura, gestione) e l’imposta di bollo (14,62 euro per ogni contratto e 1,81 euro per ogni comunicazione al cliente) è a totale carico di quasi tutte le banche.

> Pronti contro termine. Sono offerti dalle banche, che investono il sottostante in Leggi il resto di questo articolo »

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I Bot meglio dei conti di deposito e di altri prodotti di liquidità. Le banche saranno costrette ad emettere nuovi strumenti finanziari a tassi più competitivi. (Prima parte di due)

La crisi finanziaria di questi giorni ha avuto come conseguenza l’innalzamento del rendimento dei titoli di Stato. I Bot a 6 mesi hanno raggiunto rendimenti del 6,5% (il 5,32% al netto delle tasse e delle commissioni di acquisto).
Nessuno degli strumenti di liquidità a 6 mesi riesce a  competere in questo momento con il rendimento offerto dai Bot: i Buoni fruttiferi postali (1,90% lordo – 1,66% netto), i pronti contro termine (3% – 2,40%) e soprattutto i conti di deposito. Questi ultimi, molto pubblicizzati (e apprezzati dai risparmiatori) negli ultimi tempi, offrono un tasso massimo, sempre a 6 mesi, del 4% (il 3,20% al netto dell’aliquota fiscale del 20% in vigore dal 1 gennaio prossimo).
E’ chiaro che, per calcolare il rendimento reale dei Bot, occorre considerare anche il bollo sul deposito titoli e quello del conto corrente, ma, a conti fatti, la differenza di Leggi il resto di questo articolo »

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Come investire i risparmi oggi, le possibili soluzioni per investimenti prudenti e liquidi

Oggi tutti si domandano come investire i risparmi in un momento come quello attuale. Borse che crollano, debito pubblico alle stelle, spread – differenziale tra Bund tedeschi e Btp a dieci anni – che ha raggiunto record impensabili e pericolosi (460 punti), Italia a rischio e osservata speciale sull’attuazione delle misure di risanamento e riforme da parte del Fondo Monetario Internazionale e dall’Europa, pericolo di default della Grecia, tasse che aumentano, inflazione che ha raggiunto il 3,5%. Tutti questi fattori hanno fatto crollare la fiducia, e molte certezze dei piccoli e grandi risparmiatori italiani sono venute meno.

Non è facile dare consigli, soprattutto in questo momento. Tentiamo comunque di fare ordine e di analizzare, in base ai possibili scenari futuri, le possibili soluzioni per investire i risparmi tenendo conto dei rischi e delle opportunità che offre il mercato.
Il problema attuale di fondo è quello della fiducia o meno che abbiamo dell’Italia. Se pensiamo che il nostro Paese non vada in default, cioè che non possa fallire, una grossa Leggi il resto di questo articolo »

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Conti correnti e depositi (anche online), come capire se rientrano nella garanzia offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Abbiamo già detto che in Italia i depositi sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), che garantisce i depositi bancari e, di conseguenza, i conti correnti, anche quelli online, fino a 103.291,38* euro per depositante e per banca. La normativa Fitd stabilisce quindi che il limite di copertura si intende per depositante ed è applicato ad ogni banca aderente.
Se un depositante possiede tre conti correnti in altrettante banche, la copertura sui suoi conti sarà di 103.291,38* euro su ciascuna delle tre banche (circa 310mila euro totali). Se, invece, il depositante detiene più conti presso la stessa banca, i vari conti intestati alla stessa persona vengono cumulati. Ad esempio, se il cliente detiene  tre conti presso la stessa banca, rispettivamente di 30mila euro, 65mila euro e 50mila euro, sul totale di 145mila euro la copertura per il cliente sarà sempre di 103.291,38* euro.
La stessa procedura viene applicata anche ai conti cointestati. Infatti, dal momento che la garanzia si Leggi il resto di questo articolo »

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Pronti contro termine, rischi e garanzie

Abbiamo visto cosa sono i Pronti contro Termine e come funzionano. Abbiamo anche parlato del sottostante, cioè dei titoli che lo compongono, di solito Titoli di Stato ma anche obbligazioni della banca emittente, più raramente obbligazioni di altre banche o aziende. Da notare che spesso il cliente che investe in Pct non conosce neppure i titoli “sottostanti” oggetto dell’operazione, questo perchè essendo fissato il prezzo di acquisto e di vendita, non considera necessario preoccuparsene.

E’ opinione diffusa credere che il contratto di Pronti contro Termine sia un investimento sicuro. In pratica è così, ma ci sono dei rischi che vanno conosciuti e valutati.

Anzitutto il Pct non è, come i depositi sul conto corrente o sul conto di deposito, garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che copre fino a 103.291,38 euro . Con questa operazione infatti la banca Leggi il resto di questo articolo »

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Pronti contro termine meglio dei Bot. Le offerte di alcune banche italiane

I Pronti contro Termine (PCT) sono operazioni finanziarie (e non strumenti finanziari) con le quali un venditore (la banca) cede titoli a reddito fisso (a pronti) ad un risparmiatore contro corrispettivo in denaro, e si impegna a riacquistare, ad una determinata scadenza, la stessa quantità di titoli ad un prezzo prefissato (a termine).
Per il risparmiatore è come un deposito vincolato, per una durata fissa di tempo che in genere varia da uno a sei mesi, fino ad un massimo di dodici mesi, e non è consentita l’estinzione anticipata.
Il rendimento dell’operazione è dato dalla differenza tra il prezzo di riacquisto (a termine) e quello di vendita (a pronti). L’aliquota fiscale è del 12,50% alla fonte sulla differenza, cioè sugli interessi. Tutto comunque viene stabilito in anticipo al momento della sottoscrizione.
Il sottostante, cioè i titoli Leggi il resto di questo articolo »

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