Archivi per la categoria ‘RISCHIO E PROFILO FINANZIARIO INVESTITORE’
Investire in Bot, Buoni fruttiferi postali e conti di deposito bancari: rischi in caso di default dello Stato italiano. (Seconda e ultima parte)
Dunque, c’è da fidarsi dello Stato italiano e dei Bot che emette? Per i risparmiatori il problema sta nella fiducia che l’Italia possa essere solvibile, cioè che sia in grado di rimborsare a scadenza i debiti contratti con coloro che hanno acquistato titoli di Stato.
Il tasso, indubbiamente, non si discute: ottenere un rendimento del 5% annuo (al netto di tasse e commissioni) per investire il denaro a breve termine, è molto allettante. Per cui il dubbio è il grado di rischio che si corre nel comprare titoli di Stato, ed è difficile da valutare. A questo proposito può essere utile fare un confronto fra i rischi di un Bot e quelli di prodotti simili, come i Buoni fruttiferi postali e i conti di deposito bancari.
I Buoni fruttiferi postali sono garantiti dall’azionista di maggioranza di Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni, Fondi comuni, Etf. Gli effetti dei movimenti dei tassi sulle oscillazioni dei prezzi. Diversificazione e duration
La diversificazione nella composizione di un portafoglio è molto importante. Diversificare significa ridurre il rischio e premiare il risultato di un investimento perchè consente di approfittare delle opportunità che offre il mercato. A seconda del profilo di rischio e delle esigenze personali dell’investitore, il portafoglio può essere solo obbligazionario o contenere un mix di azioni e di obbligazioni. A loro volta i comparti azionari e obbligazionari dovranno essere ulteriormente diversificati.
Prendendo in esame il reddito fisso, occorre decidere su quali strumenti posizionarsi. Si può investire in singole obbligazioni, in Fondi comuni di investimento o in Etf (Exchange traded fund).
A questo proposito dobbiamo considerare due elementi sostanziali: la diversificazione e la duration.
I Fondi comuni e gli Etf sono composti da un gran numero di obbligazioni, per cui il vantaggio di un portafoglio diversificato è quello di diminuire il rischio, che quindi nel risparmio gestito è molto Leggi il resto di questo articolo »
Come investire i risparmi oggi, le possibili soluzioni per investimenti prudenti e liquidi
Oggi tutti si domandano come investire i risparmi in un momento come quello attuale. Borse che crollano, debito pubblico alle stelle, spread – differenziale tra Bund tedeschi e Btp a dieci anni – che ha raggiunto record impensabili e pericolosi (460 punti), Italia a rischio e osservata speciale sull’attuazione delle misure di risanamento e riforme da parte del Fondo Monetario Internazionale e dall’Europa, pericolo di default della Grecia, tasse che aumentano, inflazione che ha raggiunto il 3,5%. Tutti questi fattori hanno fatto crollare la fiducia, e molte certezze dei piccoli e grandi risparmiatori italiani sono venute meno.
Non è facile dare consigli, soprattutto in questo momento. Tentiamo comunque di fare ordine e di analizzare, in base ai possibili scenari futuri, le possibili soluzioni per investire i risparmi tenendo conto dei rischi e delle opportunità che offre il mercato.
Il problema attuale di fondo è quello della fiducia o meno che abbiamo dell’Italia. Se pensiamo che il nostro Paese non vada in default, cioè che non possa fallire, una grossa Leggi il resto di questo articolo »
Previdenza complementare, scegliere il livello di rischio tra le categorie dei fondi pensione
I fondi pensione, alimentati dai contributi dei lavoratori, sono suddivisi in categorie, le quali si classificano in base al livello di rischio adottato dalla gestione. Livello di rischio:
> Azionario: rischio alto, il capitale è investito per il 100% nella Borsa azionaria.
> Bilanciato azionario: rischio medio-alto, il capitale è investito in obbligazioni e azioni (60 – 70%).
> Bilanciato: rischio medio, il capitale è investito per il 50% in azioni e 50% in obbligazioni.
> Bilanciato obbligazionario: rischio medio-basso, il capitale è investito in azioni (20-30%) e il resto in obbligazioni.
> Obbligazionario e monetario: rischio basso, il capitale è investito per il 100% in obbligazioni anche di breve scadenza.
> Flessibile: rischio variabile, il capitale può essere investito in azioni tra lo zero ed il 100%.
> Garantito: rischio nullo, il rendimento minimo è prefissato al momento dell’adesione.
Nella previdenza complementare è il lavoratore a scegliere il tipo di Leggi il resto di questo articolo »
E’ vero che l’investimento in azioni presenta meno rischi nel lungo termine? Analisi dei rendimenti della Borsa Italiana dal 1928
In generale possiamo dire che le azioni sono strumenti di investimento che presentano molti rischi. Spesso però sentiamo dire che l’investimento in azioni presenta meno rischi nel lungo termine. Le azioni, in periodi di tempo di decine di anni, hanno offerto un ritorno, in termini di rendimento, maggiore di quello delle obbligazioni. E’ per questo motivo che uno dei consigli più comuni che viene dato ai risparmiatori, con un lungo orizzonte temporale di investimento, è quello di investire in azioni una parte del proprio portafoglio. Ma questo ragionamento ha però poco senso, dato che il rendimento delle azioni è atteso e non garantito, e non è detto che i risultati positivi ottenuti in passato si possano ripetere nei prossimi 20 anni.
Gli investitori di lungo termine lo sono solo in teoria, perchè nella maggioranza dei Leggi il resto di questo articolo »
Il cassettista, anche la sua strategia non è esente dai rischi di borsa. Una figura di investitore sul viale del tramonto
In modo classico si definisce cassettista colui che acquista una certa quantità di uno o più titoli, li paga, li ritira e li pone nel cassetto, e attende che i frutti attesi si maturino e possano così remunerare il capitale investito. Il cassettista compra azioni di aziende solide, con ottimi fondamentali, che distribuiscono buoni dividendi. I frutti, o meglio, gli utili o più in generale il profitto, sono di due categorie:
a) il dividendo, rappresentato dagli utili che l’azienda realizza e che, in tutto o in parte, distribuisce ai propri soci azionisti;
b) il capital gain (guadagno di capitale), rappresentato dalla differenza tra il prezzo di acquisto del titolo e quello indicato sul mercato dopo un certo periodo di tempo. Infatti un’azienda, se sana e ben amministrata, oltre che conseguire utili, deve anche crescere di valore. Questa crescita di valore per il Leggi il resto di questo articolo »
Borsa, risparmio, investimento, speculazione. Il cassettista

Il risparmio viene comunemente definito come la quantità di ricchezza prodotta in un determinato periodo di tempo (in genere un anno), che non viene consumata, ma accantonata per far fronte ad eventuali e possibili bisogni futuri. Si risparmia per acquistare una casa, per far fronte a spese imprevedibili, come la salute, per assicurarsi una migliore qualità della vita quando si arriverà avanti con gli anni, per fare un viaggio o una vacanza, per i figli. Comunque alla base del risparmio c’è sempre l’incertezza per il futuro.
Il risparmiatore dunque è il protagonista dello sviluppo economico, sia per i consumi che per la collocazione (o investimento) del risparmio. E’ colui che collega il risparmio con l’impresa tramite il mercato di Borsa. L’approccio del risparmiatore con la Borsa può, a grandi linee, assumere Leggi il resto di questo articolo »
L’orizzonte temporale ovvero la prospettiva di un investimento

In ambito finanziario si definisce orizzonte temporale un periodo di tempo nel quale si valuta la bontà di un investimento, per il quale l’investitore rinuncia alle proprie disponibilità finanziarie e le investe al fine di conseguire un rendimento “in linea” con gli obiettivi prefissati. Assieme al capitale ed al rischio è una delle tre variabili che vanno assolutamente considerate. Ogni investitore dovrebbe effettuare un investimento coerente con il proprio orizzonte temporale.
Ci sono due elementi che determinano l’orizzonte temporale:
- la disponibilità effettiva dei risparmi. Se, ad esempio, dispongo dei risparmi solo per sei mesi, devo effettuare un investimento che possa essere smobilizzato entro tale data. Se invece la disponibilità è per un periodo maggiore potrò permettermi una scelta diversa. Questo si definisce Leggi il resto di questo articolo »
Relazione tra rischio e rendimento in un investimento

Negli articoli precedenti abbiamo analizzato le tipologie del rischio del mercato finanziario e gli aspetti che caratterizzano il profilo dell’investitore e la sua tolleranza al rischio. Un altro elemento di valutazione di cui tener conto è rappresentato dalla relazione tra rischio e rendimento in un investimento. Abbiamo visto che la propensione al rischio è la disponibilità di un investitore ad accettare il rischio connesso all’investimento, cioè la possibile oscillazione del suo valore. Dato che solitamente investimenti a maggior rischio sono associati a maggior rendimento, la propensione al rischio di un investitore determina anche il massimo rendimento che potrà ottenere sul mercato, sempre che rispetta il suo profilo di rischio. Esiste quindi un legame stretto tra propensione al rischio e aspettativa di rendimento dell’investimento.
In linea generale, si può affermare che ad un elevato rendimento atteso corrisponde un rischio altrettanto alto, e viceversa, un investimento a basso rischio ha generalmente un Leggi il resto di questo articolo »
Il profilo di rischio di un investitore

Un piano di investimento viene costruito sulle caratteristiche di ogni persona, non essendo adatto per tutti gli investitori. L’insieme delle caratteristiche di chi investe compongono il “profilo dell’investitore”.
Ci sono tre aspetti che caratterizzano il profilo dell’investitore:
1. la tolleranza al rischio
2. gli obiettivi di investimento
3. l’orizzonte temporale.
La tolleranza al rischio rappresenta la possibilità di sopportare il rischio ed il grado di avversione Leggi il resto di questo articolo »





