Archivi per la categoria ‘OBBLIGAZIONI’
Imposta di bollo titoli sugli strumenti finanziari e scure fiscale sugli immobili. La manovra Monti “Salva Italia” colpisce duro
Un settore tra i più colpiti dalla scure fiscale della manovra di Mario Monti, detta “Salva Italia”, è senz’altro quello degli immobili. La reintroduzione dell’Ici sulla prima casa (che si chiamerà Imu) e l’inasprimento della tassazione sulle seconde case, nonchè la rivalutazione della rendita catastale, causerà di conseguenza il venir meno della convenienza dell’investimento negli immobili. A tutto questo è da aggiungere il nuovo tributo su rifiuti e servizi che entrerà in vigore dal 2013 e che sostituirà la Tarsu. E’ chiaro che tutti questi interventi peseranno non poco sui proprietari di case, utilizzate come abitazione, e su chi ha investito in immobili per ottenere un rendimento.
Per quanto riguarda gli investimenti finanziari, cambia totalmente, dopo cinque mesi di vita, il complesso bollo a scaglioni sul deposito titoli varato con la manovra di luglio scorso dal Governo precedente. Verrà sostituito da un nuovo sistema di tassazione che prevede, dal 1 gennaio 2012, un’imposta di bollo dello 0,10% (lo 0,15% dal 2013) che sarà applicata sul Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni, Fondi comuni, Etf. Gli effetti dei movimenti dei tassi sulle oscillazioni dei prezzi. Diversificazione e duration
La diversificazione nella composizione di un portafoglio è molto importante. Diversificare significa ridurre il rischio e premiare il risultato di un investimento perchè consente di approfittare delle opportunità che offre il mercato. A seconda del profilo di rischio e delle esigenze personali dell’investitore, il portafoglio può essere solo obbligazionario o contenere un mix di azioni e di obbligazioni. A loro volta i comparti azionari e obbligazionari dovranno essere ulteriormente diversificati.
Prendendo in esame il reddito fisso, occorre decidere su quali strumenti posizionarsi. Si può investire in singole obbligazioni, in Fondi comuni di investimento o in Etf (Exchange traded fund).
A questo proposito dobbiamo considerare due elementi sostanziali: la diversificazione e la duration.
I Fondi comuni e gli Etf sono composti da un gran numero di obbligazioni, per cui il vantaggio di un portafoglio diversificato è quello di diminuire il rischio, che quindi nel risparmio gestito è molto Leggi il resto di questo articolo »
Come investire i risparmi oggi, le possibili soluzioni per investimenti prudenti e liquidi
Oggi tutti si domandano come investire i risparmi in un momento come quello attuale. Borse che crollano, debito pubblico alle stelle, spread – differenziale tra Bund tedeschi e Btp a dieci anni – che ha raggiunto record impensabili e pericolosi (460 punti), Italia a rischio e osservata speciale sull’attuazione delle misure di risanamento e riforme da parte del Fondo Monetario Internazionale e dall’Europa, pericolo di default della Grecia, tasse che aumentano, inflazione che ha raggiunto il 3,5%. Tutti questi fattori hanno fatto crollare la fiducia, e molte certezze dei piccoli e grandi risparmiatori italiani sono venute meno.
Non è facile dare consigli, soprattutto in questo momento. Tentiamo comunque di fare ordine e di analizzare, in base ai possibili scenari futuri, le possibili soluzioni per investire i risparmi tenendo conto dei rischi e delle opportunità che offre il mercato.
Il problema attuale di fondo è quello della fiducia o meno che abbiamo dell’Italia. Se pensiamo che il nostro Paese non vada in default, cioè che non possa fallire, una grossa Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni (o bond), conoscere per investire. Tassi, cedole, yield, maturity, duration, high yield, investment grade
Riassumiamo in questo articolo il significato di alcune parole tecniche, senza la conoscenza delle quali diventa difficile operare con le obbligazioni.
Sappiamo ormai cosa sono le obbligazioni (bond in inglese). Acquistando un’obbligazione si diviene creditori (obbligazionisti), avendo prestato un capitale per un certo periodo di tempo all’emittente, che può essere lo Stato, una impresa, una banca.
L’obbligazionista ha diritto a ricevere gli interessi periodicamente o alla scadenza assieme con il capitale investito. Gli interessi si chiamano cedole, in quanto in passato, per riscuoterli, si dovevano staccare i tagliandi numerati dal certificato obbligazionario.
In caso di vendita prima della scadenza, si potrà avere un guadagno o una perdita sul capitale investito, a seconda che il prezzo dell’obbligazione sia salito o sceso rispetto al prezzo iniziale. Il prezzo di un bond è infatti influenzato dai tassi di interesse. In pratica, se Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond): Buoni Fruttiferi Postali (BFP), Corporate Bonds e Risparmio Gestito. (Quinta e ultima parte)
> Buoni Fruttiferi Postali (BFP) “Indicizzati all’Inflazione Italiana”. Oltre ai titoli di Stato agganciati al costo del denaro, c’è l’alternativa dei Buoni Fruttiferi Postali indicizzati. Il rischio di investire nei Btp€i o nei Bfp è identico, perchè sono garantiti dallo Stato e, dunque dipendono dalla solidità dello Stato italiano. Conviene investire in uno o nell’altro strumento?
Diciamo che i Buoni fruttiferi postali non hanno spese di emissione, di custodia e rinnovo, a differenza dei titoli di Stato che, oltre a queste spese, sono soggetti anche al costo del deposito titoli. Inoltre la durata prevista è di dieci anni, al contrario del Btp€i (Buoni del Tesoro poliennali inflation linked) che può arrivare anche a 30 anni. In caso di rimborso anticipato i Buoni fruttiferi sono esenti da rischi di perdita (dopo 18 mesi Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond), i Btp€i italiani offrono un rendimento superiore a quello degli Oat€i francesi. (Quarta parte di cinque)

Chi vuole investire nel lungo termine, non deve fare i conti soltanto con le oscillazioni della Borsa e dei mercati in generale. A minacciare il risparmio delle famiglie è anche l’inflazione, cioè l’aumento dei prezzi al consumo che ogni anno provoca una perdita di potere d’acquisto.
Tuttavia, oggi il risparmiatore trova sul mercato delle soluzioni di investimento valide per cautelarsi e proteggere il proprio risparmio dal caro vita. Sono le obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond), dette anche obbligazioni o bond reali, titoli che proteggono da eventuali aumenti, anche repentini, dei prezzi.
Abbiamo già parlato diffusamente di questi titoli, ma facciamo lo stesso una panoramica di quelli presenti sul mercato:
> Titoli di Stato. In Italia esistono i Btp€i, i Buoni del Tesoro poliennali inflation linked. Sono obbligazioni indicizzate in base al tasso di inflazione registrato nei Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni indicizzate all’inflazione, la differenza tra i bond (obbligazioni) reali emessi dallo Stato e quelli emessi dalla banca. (Terza parte di cinque)

Tutti i bond reali, che siano emessi dallo Stato o dalla banca, sono titoli di credito che garantiscono un rendimento reale certo (al lordo della tassazione ed al netto dell’inflazione), se detenuti fino a scadenza.
A parità di risultato finale, la differenza tra i due prestiti obbligazionari è soltanto tecnica, cioè nella modalità di indicizzazione degli interessi e del capitale rimborsato a scadenza. Ma dal 1 gennaio 2012, in seguito alla manovra economica e finanziaria varata due mesi fa, cambia (di poco) anche il risultato finale, in quanto le obbligazioni reali bancarie saranno un pò penalizzate dalla nuova tassazione sugli interessi che sarà del 20% anzichè del 12,50%, percentuale lasciata invariata invece per i titoli di Stato.
Vediamo, dunque, il loro funzionamento:
> Obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dallo Stato. La struttura dei pagamenti prevede Leggi il resto di questo articolo »
La scelta di investimento tra obbligazioni (o bond) a tasso nominale e tasso reale. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione. (Seconda parte di cinque)
La differenza tra tasso nominale e tasso reale permette al risparmiatore la scelta di investimento tra obbligazioni (o bond) in base alle sue esigenze temporali.
Le obbligazioni a rendimento nominale sono le più utilizzate dai risparmiatori italiani. Sono titoli il cui tasso, detto appunto “nominale”, si conosce al momento dell’acquisto ed è quello che viene distribuito periodicamente o alla scadenza. E’ il caso dei titoli di Stato (Bot, Btp, Ctz), dei Buoni fruttiferi postali ordinari, delle obbligazioni societarie e quant’altro.
Le obbligazioni a rendimento reale offrono invece un interesse dato dalla differenza tra il tasso nominale e l’inflazione, per cui consentono di proteggersi dell’erosione del potere di acquisto. Un esempio sono i Btp€i e i Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione.
Nell’ottica del lungo termine, le obbligazioni indicizzate hanno il vantaggio di offrire un alto grado di protezione dall’inflazione, la quale può essere deleteria invece per il potere di acquisto delle obbligazioni a tasso nominale in quanto hanno un rendimento fisso. Infatti, in quest’ultimo caso, se l’inflazione, durante la vita dell’investimento, sarà maggiore di quella attesa, il potere di acquisto dei risparmi diminuirà, ed il rischio è che il risparmiatore si trovi con una somma che ha fruttato un interesse inferiore all’aumento del costo della vita. Questo rischio non lo corrono le obbligazioni a tasso reale.
Possiamo dunque affermare che, se il risparmiatore non ha un lungo orizzonte temporale di investimento, può utilizzare le obbligazioni tradizionali a tasso nominale con scadenza abbastanza ravvicinata. Se invece l’investitore ha un lungo orizzonte temporale di investimento, le obbligazioni a tasso reale sono lo strumento più sicuro. Infatti nessun altro investimento è in grado di ridurre il rischio di inflazione quanto i bond reali.
Riteniamo che le obbligazioni indicizzate all’inflazione rappresentino un ottimo investimento, anche perchè permettono di diversificare il rischio di un portafoglio. Date le loro caratteristiche, ogni risparmiatore dovrebbe detenere una quota percentuale del proprio capitale in bond reali. In questo caso investire in titoli di Stato agganciati all’inflazione, che sono molto più liqudi delle analoghe obbligazioni societarie, potrebbe rappresentare una buona scelta per garantire meglio il proprio portafoglio titoli da eventuali aumenti repentini dei prezzi.
Le obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond) e la formula per calcolare il tasso reale. (Prima parte di cinque)
Ricordiamo che le obbligazioni (o bond in inglese) sono titoli di credito emessi da uno Stato, da un ente sovranazionale o da una società. Investire in obbligazioni significa prestare del denaro per un determinato periodo di tempo, ricevendo in cambio, periodicamente o alla scadenza, degli interessi e la restituzione della somma prestata. Esistono diverse categorie di obbligazioni, tra cui quelle indicizzate.
Le obbligazioni indicizzate sono titoli il cui rendimento è legato all’andamento di uno o più parametri (il sottostante), come ad esempio indici azionari, valute, materie prime, inflazione. Ci occuperemo delle obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond).
Si parla molto spesso di inflazione, che esprime in Leggi il resto di questo articolo »
Obbligazioni e Mutui, cosa fare dopo che la BCE (Banca Centrale Europea) ha alzato il tasso di riferimento all’1,25%. (Prima parte di due)
Tempo fa abbiamo anticipato che la BCE (Banca Centrale Europea) avrebbe alzato il tasso di riferimento, e così è stato. Il costo del denaro è stato portato dall’1 all’1,25%, un rialzo modesto se si considerano i tassi europei e italiani del passato, ma notevole se guardiamo alla Gran Bretagna, al Giappone e agli Stati Uniti, dove i tassi oscillano intorno allo zero. Quali saranno gli effetti che produrrà questo provvedimento per le famiglie italiane? I diretti interessati del movimento dei tassi sono obbligazioni e mutui.
In questo momento, visto il piccolo rialzo, i tassi delle obbligazioni hanno subìto un lieve ritocco all’insù. I titoli come Cct e Btp legati all’inflazione, oggi arrivano ad offrire un rendimento del 2,80% lordo (poco sopra l’inflazione). Le previsioni sono per ulteriori rialzi (un paio di volte) entro l’anno, durante il quale probabilmente la Bce arriverà a portare il tasso, in modo graduale, fino all’1,75%. E per fine 2012 il tasso di riferimento potrebbe Leggi il resto di questo articolo »






