Archivi per la categoria ‘FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO E SICAV’
Commissioni sui Fondi comuni, a quanto ammontano e a chi vanno
Le commissioni sui Fondi comuni rappresentano i due terzi della performance della gestione e solo un terzo di questa va ai risparmiatori
I Fondi di investimento possono offrire performance migliori del mercato, come è accaduto nel 2012, ma possono produrre commissioni sui Fondi comuni veramente notevoli, che, a volte, nel caso di risultati non adeguati, sono causa anche di rendimenti negativi.
In una elaborazione recente, pubblicata sul Corriere della Sera Economia, sono stati messi in evidenza l’ammontare e la destinazione delle spese che fanno carico ai Fondi.
Tra il 2001 e il 2012 i Fondi comuni italiani hanno generato una performance lorda di 65 miliardi di euro, di cui solo 13 sono finiti nelle tasche dei risparmiatori e 52 in costi. I conti sono già al netto del Fisco (al quale si Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Fondo comune d’investimento, quando può essere conveniente
Il Fondo comune d’investimento presenta dei vantaggi di utilizzo rispetto alla scelta di singoli strumenti finanziari
Il Fondo comune d’investimento è uno strumento finanziario che consente, anche a chi non ha grosse somme di denaro o grandi conoscenze in materia di finanza, di investire una parte dei propri risparmi in mercati come quelli emergenti, sull’oro o sulle valute. Infatti, investire su Borse di Paesi Emergenti o sulle materie prime, richiede conoscenze particolari che i risparmiatori comuni non possiedono.
Alcuni studi fatti da Morningstar, leader mondiale dell’analisi dei Fondi, dimostrano che, per esempio, un portafoglio diversificato con un 10% di azioni dei Paesi Emergenti, statisticamente risulta più efficiente (cioè meno rischioso) e più redditizio di uno che non contiene questo genere di investimenti.
Una elaborazione recente fatta dai gestori americani di JPMorgan mostra come un Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Fondi comuni investimento, risultati 2012 e prospettive per il 2013
Le performance e la raccolta dei Fondi comuni investimento del 2012 fanno ben sperare anche per il 2013, ma si consiglia sempre prudenza
Dopo anni altalenanti, nei quali l’industria del risparmio gestito è stata messa in crisi da sottoperformance rispetto agli indici di riferimento e da richieste di rimborso piuttosto elevate, il 2012 ha rappresentato l’anno del riscatto per i Fondi comuni investimento.
I quattro comparti base, nei quali vengono classificati i fondi, hanno realizzato quasi tutti performance positive e quei gestori che hanno saputo cogliere in anticipo i trend che hanno caratterizzato il 2012, sono quelli che hanno sovraperformato rispetto ai benchmark ed ai competitors.
Così, nell’ambito del comparto azionario, i gestori dell’inglese HSBC hanno conquistato il Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Fondi comuni investimento, il regime di tassazione
Come è cambiata la tassazione dei Fondi comuni investimento italiani dopo gli interventi fiscali degli ultimi 12 mesi
Abbiamo già parlato della tassazione sugli investimenti, ma un capitolo a parte meritano i Fondi comuni investimento.
I rendimenti dei Fondi dal 1 gennaio 2012 sono tassati al 20%, come le azioni, i corporate bond, i conti di deposito e altri strumenti finanziari. Sono esclusi i titoli di Stato che hanno mantenuto su capital gain e cedole la vecchia aliquota del 12,50%.
C’è da dire che dal 2011 i Fondi comuni investimento italiani avevano ottenuto, dopo una lunga attesa, la parificazione del meccanismo di tassazione rispetto ai Fondi di diritto estero. Per cui gli investitori versano al fisco il 20%, ma solo quando, in caso di disinvestimento, realizzano un guadagno. Se, per esempio, abbiamo Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Conti di Deposito, offrono rendimenti migliori tra gli investimenti a 12 mesi
Conti di Deposito sono anche semplici e trasparenti
Conti di deposito, Pronti contro termine, Bot, Buoni fruttiferi postali e Fondi comuni di liquidità e Etf sono gli strumenti tipici della gestione della liquidità. Facciamo il punto sul rendimento e sulla tassazione di questi strumenti finanziari, prendendo in esame la scadenza a 12 mesi.
> Conti di Deposito. Sono collocati dalle banche ed in questo momento sono quelli che offrono il rendimento più alto. Possono arrivare anche al 4,80% lordo (3,84% netto), favoriti anche dalla tassazione sugli interessi che dal 1 gennaio 2012 la riforma Monti ha portato dal 27% al 20%. I Conti di Deposito sono arrivati da qualche anno ma hanno riscosso un notevole successo presso i risparmiatori per la loro semplicità e trasparenza. Sono a spese zero (apertura, chiusura, gestione) e l’imposta di bollo (14,62 euro per ogni contratto e 1,81 euro per ogni comunicazione al cliente) è a totale carico di quasi tutte le banche.
> Pronti contro termine. Sono offerti dalle banche, che investono il sottostante in Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Etf (Exchange traded fund), panieri di titoli che replicano gli indici di Borsa. Si comprano e si vendono facilmente e costano meno dei fondi comuni di investimento
Molto spesso gli indici di Borsa, a lungo andare, battono i gestori di patrimoni. Ma allora ci chiediamo perchè affidare i risparmi ad un gestore, è meglio comprare direttamente i titoli che compongono un indice. Però ciò significa investire in decine di azioni quotate, ed è un lavoro impossibile per il singolo risparmiatore.
Per questo alcune investment bank (le maggiori sono Lyxor di Société Générale, Db x-trackers di Deutsche Bank, iShares di Barclays Bank e Amundi di Crédit Agricole) hanno pensato di farne un business, specializzandosi nel creare panieri di titoli che replicano perfettamente gli indici di mercato. I panieri vengono poi suddivisi in tante quote da vendere ai privati. Quote anche minime, di poche centinaia di euro, che consentono così a chi non è un esperto o non ha milioni, di investire per esempio sulla Borsa di Tokyo o su quella di New York, ma anche su settori come l’hi-tech o l’energia, oppure su materie prime come il rame o il petrolio, ottenendo gli stessi risultati dei grandi gestori. E tutto questo comprando questi speciali strumenti, attraverso la propria banca fisica o online, che si possono poi rivendere in qualsiasi momento.
Stiamo parlando degli Etf (Exchange traded fund), cioè dei “fondi scambiati in Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Obbligazioni, Fondi comuni, Etf. Gli effetti dei movimenti dei tassi sulle oscillazioni dei prezzi. Diversificazione e duration
La diversificazione nella composizione di un portafoglio è molto importante. Diversificare significa ridurre il rischio e premiare il risultato di un investimento perchè consente di approfittare delle opportunità che offre il mercato. A seconda del profilo di rischio e delle esigenze personali dell’investitore, il portafoglio può essere solo obbligazionario o contenere un mix di azioni e di obbligazioni. A loro volta i comparti azionari e obbligazionari dovranno essere ulteriormente diversificati.
Prendendo in esame il reddito fisso, occorre decidere su quali strumenti posizionarsi. Si può investire in singole obbligazioni, in Fondi comuni di investimento o in Etf (Exchange traded fund).
A questo proposito dobbiamo considerare due elementi sostanziali: la diversificazione e la duration.
I Fondi comuni e gli Etf sono composti da un gran numero di obbligazioni, per cui il vantaggio di un portafoglio diversificato è quello di diminuire il rischio, che quindi nel risparmio gestito è molto Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Come investire i risparmi oggi, le possibili soluzioni per investimenti prudenti e liquidi
Oggi tutti si domandano come investire i risparmi in un momento come quello attuale. Borse che crollano, debito pubblico alle stelle, spread – differenziale tra Bund tedeschi e Btp a dieci anni – che ha raggiunto record impensabili e pericolosi (460 punti), Italia a rischio e osservata speciale sull’attuazione delle misure di risanamento e riforme da parte del Fondo Monetario Internazionale e dall’Europa, pericolo di default della Grecia, tasse che aumentano, inflazione che ha raggiunto il 3,5%. Tutti questi fattori hanno fatto crollare la fiducia, e molte certezze dei piccoli e grandi risparmiatori italiani sono venute meno.
Non è facile dare consigli, soprattutto in questo momento. Tentiamo comunque di fare ordine e di analizzare, in base ai possibili scenari futuri, le possibili soluzioni per investire i risparmi tenendo conto dei rischi e delle opportunità che offre il mercato.
Il problema attuale di fondo è quello della fiducia o meno che abbiamo dell’Italia. Se pensiamo che il nostro Paese non vada in default, cioè che non possa fallire, una grossa Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
Obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked bond): Buoni Fruttiferi Postali (BFP), Corporate Bonds e Risparmio Gestito. (Quinta e ultima parte)
> Buoni Fruttiferi Postali (BFP) “Indicizzati all’Inflazione Italiana”. Oltre ai titoli di Stato agganciati al costo del denaro, c’è l’alternativa dei Buoni Fruttiferi Postali indicizzati. Il rischio di investire nei Btp€i o nei Bfp è identico, perchè sono garantiti dallo Stato e, dunque dipendono dalla solidità dello Stato italiano. Conviene investire in uno o nell’altro strumento?
Diciamo che i Buoni fruttiferi postali non hanno spese di emissione, di custodia e rinnovo, a differenza dei titoli di Stato che, oltre a queste spese, sono soggetti anche al costo del deposito titoli. Inoltre la durata prevista è di dieci anni, al contrario del Btp€i (Buoni del Tesoro poliennali inflation linked) che può arrivare anche a 30 anni. In caso di rimborso anticipato i Buoni fruttiferi sono esenti da rischi di perdita (dopo 18 mesi Leggi il resto di questo articolo »
Share and Enjoy
PAC (Piano di Accumulo di Capitale) e BFP (Buoni Fruttiferi Postali) sono le soluzioni migliori per investire a rate e ottenere un capitale futuro per i figli
Non è facile valutare il costo di un figlio. Le statistiche dicono che all’età di tre anni costa il 16% del reddito familiare, a sei anni intorno al 19%, a 16 anni il 22%. Chiaramente sono percentuali indicative e adattabili, in più o in meno, alle abitudini ed alle esigenze della famiglia. Il problema dei costi per i figli è molto complesso e va inserito in un contesto di livello di benessere economico della famiglia stessa.
E’ ormai accertato che il costo maggiore da affrontare per un figlio si presenta durante il percorso relativo agli studi, soprattutto quelli universitari. Secondo una indagine condotta dalle associazioni dei consumatori, è stato quantificato che le famiglie devono affrontare costi annui anche per più di 12.000 euro per il figlio che frequenta in una città diversa da quella di residenza. Mentre gli studenti che vivono a casa costano ai genitori una media di 4.000 euro l’anno. Sono da mettere in conto tasse universitarie, libri, tempo libero, trasporti pubblici, e, per chi studia in un’altra città, anche l’affitto.
E poi, dopo l’università si presenta anche un periodo di transizione, durante il quale occorre Leggi il resto di questo articolo »




