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Azioni Monte Paschi, da inizio gennaio il titolo è volato del 23%

Dal 24 luglio 2012, quando quotavano 0,1568 euro, minimo dell’anno, le azioni Monte Paschi hanno guadagnato il 77%. Cosa c’è dietro il boom?

Le azioni Monte Paschi sono fra quelle che si stanno distinguendo in positivo da mesi ed in queste prime sedute del 2013. Dopo avere chiuso il 2012 a 0,2257 euro per azione, oggi la banca quota 0,2787, con una performance del 23%. Al 31 dicembre 2012 la banca senese capitalizzava a Piazza Affari 2,55 miliardi, mentre oggi vale in Borsa circa 3,5 miliardi di euro, 700 milioni in più che fanno ben sperare nella ripresa della quotazione del titolo.

Il fattore che ha messo maggiormente le ali alle azioni Monte Paschi è stato il calo sostenuto dello spread tra i nostri BTp decennali e i Bund tedeschi. L’apprezzamento dei nostri bond pubblici sul mercato secondario equivale ad un miglioramento dello stato patrimoniale netto di Siena, che al terzo trimestre del 2012 aveva ancora in pancia 24,7 miliardi tra BoT e BTp.
Infatti, ogni punto in meno di spread equivale a 15 milioni di euro in più di

patrimonio netto della banca. Considerando che il calo è stato da settembre ad oggi di circa 90 punti base, il miglioramento è di 1,4 miliardi di euro, il doppio di quello avvenuto in Borsa. E anche questo rapporto quadra, se è vero che a Piazza Affari la banca capitalizza intorno alla metà del suo patrimonio netto.

Quanto alla ridda di voci che vorrebbero che qualche investitore stia rastrellando azioni Monte Paschi nel tentativo di scalare la banca, è doveroso precisare come l’assetto proprietario risulti al momento alquanto stabile, visto che da sola la Fondazione possiede il 34,94% del capitale e gli altri azionisti di peso un altro 15%, portando l’azionariato stabile complessivamente al 50%. Chi scalerebbe una banca già controllata?

Al contrario, però, questo apprezzamento del titolo potrebbe favorire una politica di cessione di azioni Monte Paschi da parte di Palazzo Sansedoni, già scesa dal precedente 49,5% nella scorsa primavera. Ad oggi, infatti, ad avere disincentivato la Fondazione a dimagrire il proprio peso nel capitale è il prezzo troppo basso delle azioni in Borsa, dato che essa le ha in carico a 0,36 euro. Se avesse venduto a 0,22 euro, avrebbe realizzato minusvalenze per circa il 38% del valore iscritto a bilancio. Troppo. Ma ora che il titolo si avvicina verso il prezzo di carico, ecco che la Fondazione potrebbe pensare di vendere nelle prossime settimane, sempre che il trend positivo continui.

In sostanza, malgrado non sembra sia in corso una scalata, proprio l’apprezzamento delle azioni Monte Paschi in Borsa, paradossalmente giocherebbe in favore di una potenziale ascesa nel futuro prossimo di qualche investitore interessato, italiano o straniero che sia. Le azioni della banca meritano, pertanto, attenzione da parte anche del piccolo risparmiatore, fermo restando che la situazione finanziaria dell’istituto non è affatto positiva, avendo un’esposizione verso il Tesoro che presto ammonterà a 3,9 miliardi di euro con i cosiddetti Monti-bond, e potenzialmente fino a 4,45 miliardi con gli interessi. E con il rischio che lo Stato debba entrare nel capitale, a garanzia dei propri crediti. Al momento sarebbe azionista di maggioranza “in pectore” al 54%.

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